Bago (Pegu) l’antica e leggendaria capitale della Birmania.

Lungo la vecchia highway per Mandalay, ad un ottantina di chilometri da Yangon si trova Bago o Pegu, antica capitale del Regno di Birmania.

Fondata nel 573 d.C. diviene la capitale del regno di Birmania, nel corso dei secoli perde e riacquista più volte il titolo. Nel 1757 è completamente rasa al suolo. In parte ricostruita tra il 1782 e il 1819 perde tuttavia il suo ruolo strategico. 

Oggi è  una tranquilla città di provincia, che conserva nelle sue pagode, nei monasteri e nei Buddha giganti, i fasti del passato. 

Shwemawdaw Paya

Shwe Maw Taw Paya Pegu Bago

La Shwemawdaw Paya è la pagoda più importante di Bago, al suo interno, secondo la leggenda, sono conservate reliquie del Buddha: capelli e denti. Lo stupa della Shwe Maw Taw Paya è alto 114 metri, ben 14 in più rispetto alla più nota Shwedagon Paya di Yangon. 

Negli ultimi seicento lo stupa è stato ricostruito più volte per i danni provocati dai numerosi terremoti. Oltre alla sua imponenza è la bellezza della pagoda è data dalla sua tranquillità. 

I Buddha giganti di Bago

I Buddha sdraiati sono oggetto di venerazione, non mancano mai le offerte di fiori, cibo e, da parte dei più facoltosi, di denaro. Donare è parte integrante della dottrina buddhista, oltre ad un ottimo metodo per acquisire meriti e interrompere il ciclo di reincarnazioni.

Attraverso le offerte ripetute di frequente - donare, un'abitudine appresa da secoli- si stabilisce una distanza dal desiderio opposto di prendere e possedere.

Christine Jordis, Passeggiate in terra buddista. Birmania

Shewthalyaung Paya

Pegu Bago Shewthalyaung Paya

La Shewthalyaung Paya conserva una statua del Buddha lunga 55 metri, altra 16. Le misure sono davvero imponenti, se si pensa che il solo mignolo è lungo tre metri. Inoltre tutti i piedi della statua sono riccamente decorati ad intarsi. 

Si presuppone che sia originaria del X secolo, scomparsa dopo la fine di Bago, fu ritrovata avvolta dalla giungla alla fine dell’Ottocento. 

Sotto alla statua, le targhe delle donazioni, provenienti, non solo dalla cittadina di Bago, ma da tutto il Sudest Asiatico.

Pegu Bago Shewthalyaung Paya

Mya Tha Lyaun

Mya Tha Lyaun

Tra i vari Buddha sdraiati di Bago, la Mya Tha Lyaun ha la particolarità di essere all’aperto, senza nessuna protezione si staglia contro il cielo blu birmano, nei sui 82 metri di lunghezza  E’ una statua di recente costruzione (2001) su un sito sacro del XV secolo.

Kayak Pun Pagoda

Kayak Pun Pagoda

La Kayak Pun Pagoda presenta quattro Buddha seduti posti schiena contro schiena per un’altezza circa trenta metri. Eretta nel 1476; leggenda narra che il destino dei quattro Buddha fosse legato a quello di quattro sorelle, se una di loro si fosse sposata, una statua sarebbe crollata. 

Una delle quattro è effettivamente crollata nel 1930 a seguito di un terremoto. Oggi i Buddha sono quattro in perfetto stato di conservazione.  

Il mercato del sacro

Spesso, vistando le pagode, si ha l’impressione e di trovarsi in un mercato del sacro, dove ogni immagine ed effige del Buddha viene creata in cambio di denaro. Così come per le offerte .

Quanto agli oggetti della venerazione, come l'immagine del Buddha, intere famiglie, comunità organizzate per quartieri passano tutta la vita a fabbricarli. E' un circuito chiuso. Il denaro arriva alla religione e ad essa fa ritorno, attraverso le realizzazione di queste opere sempre più belle e scintillanti di Buddha sempre più grandi... La vita spirituale non è presente solo nella pace dei luoghi, nell'immobilità della preghiera, ma anche nelle attività quotidiane, i mestieri, l'artigianato e il commercio. Tutto tende ad essa.

Christine Jordis, Passeggiate in terra buddista. Birmania

Il Monastero di Nyah Khat Wain Kyaung

Il Monastero di Nyah Khat Wain Kyaung

Il rito del thaibet, la ciotola dell'elemosina, è di per sé una lezione di vita. Monaci devono la loro sussistenza esclusivamente alla generosità della popolazione, a quello che decidono di mettere nella ciotola. Ovviamente si tratta di cibo perché è vietato accettare denaro.

Win tin Una vita da dissidente
Il Monastero di Nyah Khat Wain Kyaung

Il Monastero di Nyah Khat Wain Kyaung è diventato molto famoso tra i viaggiatori perché permette di assistere al pasto dei monaci. Arrivando la mattina verso le 10.30 si possono vedere i novizi portare il cibo in tavola e preparare il refettorio per il pranzo di tutti i monaci. Quindi assistere all’ingresso degli stessi e vederli consumare il loro frugale cibo.

Molto affascinante sulla carta, ma nella realtà è un’invasione di turisti, soprattutto cinesi, che arrivano a frotte su pullman, non hanno rispetto per nulla, tanto da piazzare i loro teleobiettivi a pochi centimetri dal viso dei novizi, dei monaci e dalle loro ciotole.

Si può scegliere di vivere questo momento in un modo più rispettoso, recandosi, con anticipo, nel refettorio e assistendo semplicemente alla preparazione delle tavole e alla distribuzione del cibo da parte dei novizi. Rimanendo in disparte può capitare che siano gli stessi novizi, tutti molto giovani, ad avvicinarsi per fare un po’ di pratica di lingua inglese.

Consigli di lettura

Passeggiate in terra buddhista. Birmania di Christine Jordis Il libro più intenso, profondo, di analisi su un Paese affascinante.Un vero e proprio diario di viaggio non solo alla ricerca dei luoghi, ma della comprensione di un popolo e una terra unica. La Jordis, attraverso il suo racconto riesce a smontare i luoghi comuni sull’oriente e a far vacillare le certezze occidentali.

Una vita da dissidente di Win Tin e Sophie Malibeaux L’autore è stato il braccio destro di Aung San Suu Kyi e cofondatore della lega nazionale per la democrazia. Inizia la sua carriera come giornalista, ma ben presto visto il suo coraggio nel denunciare la verità viene preso di mira dal regime, che con un processo farsa lo condanna a più di venti anni di carcere a Insein, Rangoon.un carcere lager. In questo libro, non solo porta la sua testimonianza come prigioniero politico, ma racconta tutta la sua vita, attraverso la lotta per la democrazia, lo scopo della sua vita. Imperdibile!

La valle dei rubini di Joseph Kessel Parzialmente autobiografico un racconto di viaggio avventuroso nella Valle di Mogok. La zona dell’alta Birmania ( chiusa agli stranieri) dove si estrae l’oro rosso della Birmania, il rubino. Tra rischi, avventure truffe e strani personaggi un viaggio nel cuore meno conosciuto di questa terra martoriata.

Per l’elenco completo dei consigli di lettura:

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