Bangkok tra passato e presente

A Bangkok il presente e il passato convivono dando vita ad una città unica nel suo genere. 

Nè i thai né gli stranieri sembrano interessarsi molto alle schegge degli ultimi cento anni sparse per la metropoli, che in genere sono nascoste e sopravvivono quasi per caso... E' come se il grande evento che chiamiamo "modernità" avesse preso la forma di un disastro naturale che ha separato il presente dal passato, cioè quella dimensione temporale che si colloca in un momento non meglio precisato, ma anteriore al 1965.

Bangkok

Jim Thompson's House

Jim Thompson's House

La vita di Jim Thompson fu avventurosa e piena di mistero. Nato in America nel 1906, durante la seconda guerra mondiale, lavorò nello spionaggio per conto degli Usa a Bangkok. La città lo affascinò talmente tanto che, alla fine della guerra, decise di trasferirsi in Thailandia. Iniziò un commercio di seta pregiata con l’Europa e con le grandi case di moda occidentali. Il successo fu immediato. Inoltre amava molto la cultura thai e collezionava opere d’arte asiatiche. Fece costruire la sua abitazione con parti di dimore thailandesi tradizionali, trovate in rovina, in giro per Bangkok, facendole riassemblare nel 1959, in terreno acquistato in Soi Kasem. Nacque così questo imponente complesso abitativo composto da vari edifici.

Jim Thompson's House

La vita di Thompson si concluse in modo misterioso, nel 1967, in Malaysia, durante una passeggiata sulle Cameron Highlands scomparve senza lasciare traccia. Molte le teorie sono nate riguardo alla sua sparizione: dai servizi segreti implicati, a storie di amanti infelici, per arrivare al più banale tragico incidente con occultamento di cadavere.

Oggi la Jim Thompson’s House è una casa museo aperta al pubblico, visite guidate in inglese raccontano la storia della casa e del suo proprietario. La seta, la protagonista della vita di Thompson, lo è anche nella sua dimora.

http://www.jimthompsonhouse.com

Inoltre a Bangkok ci sono numerosi negozi di Jim Thompson, vendono abiti e accessori, tutti rigorosamente in seta pregiata e con stampe tradizionali thai.

Parco del Palazzo di Dusit

Palazzo di Dusit

Voluto dal sovrano Rama V, dopo un viaggio in Europa nel 1897, il Parco del Palazzo di Dusit nasce dall’idea di ricreare, in stile thailandese, le dimore reali occidentali.

Palazzo di Dusit

L’ ampio parco con giardini splendidi, contiene al suo interno più residenze reali e un museo. Pur essendo a Bangkok, qui regna una pace assoluta, anche solo passeggiare per questo parco è un momento di ristoro dalla frenesia della città.

Palazzo di Vimanmek

Palazzo di Vimanmek

Il Palazzo di Vimanmek è il più grande edificio al mondo costruito interamente in teak senza l’impiego di chiodi. Edificato originariamente a Ko Si Chang nel 1868, venne trasferito nel parco del Palazzo di Dusit, nel 1910. Camminare, rigorosamente senza scarpe, per le 81 sale è un vero piacere: il pavimento scricchiola senza sosta, ma i passi sono attutiti dal legno. Al momento della mia visita, era vietato scattare fotografie all’interno del palazzo.

Mercato dei fiori

Pak Khlong Talat

mercato dei fiori di Bangkok

Il Pak Khlong Talat è il più grande mercato dei fiori di Bangkok, aperto ventiquattr’ore su ventiquattro. Un luogo sospeso nel tempo, dove le antiche tradizioni del commercio e l’enorme quantità di merci esposte raccontano di un’Asia antica. Quello che mi ha maggiormente colpita, oltre al fascino del luogo, sono state le orchidee: infinite varianti per colore e tipologia, conservate in mazzi giganteschi e ceste di vimini altrettanto grandi. Lontano dalla visione occidentale della pianta in vaso con qualche fiore.

I mercati di strada e lo street food di Bangkok

Lo street food di Bangkok è leggendario: in tutta la città si trovano venditori di cibo da strada pronti a soddisfare ogni desiderio gastronomico. 

Bangkok street food

I baracchini di Bangkok sono i migliori del pianeta, anche se l’aspetto più stupefacente di questa festa mobile e arcaica sono le sue quinte, i grattacieli delle multinazionali. Quello che si consuma sui marciapiedi è come un pasto nomade nel bel bezzo di un urbanesimo occidentale sedentario…

street food di Bangkok
street food stellato

Jay Fai

Jay Fai
Supina Junsuta e i suoi mitici occhialoni

Il ristorante Jay Fai è il simbolo per eccellenza  dello street food di Bangkok. 

Qui Supinya Junsuta la proprietaria e chef, ultra settantenne, del Jay Fai, che in thailandese significa sorella talpa serve, dagli anni Ottanta, cucina tipica thailandese con ingredienti di altissima qualità.

Il suo ristorante, meta di pellegrinaggio di gourmand globe-trotter, è stato insignito di una stella Michelin nel 2018.

I tavoli a disposizione sono pochissimi a differenza della lunghissima coda che ogni giorno si crea all’ingresso per poter gustare i celebri piatti di Supinya. La chef cucina esclusivamente su fuoco vivo con wok asiatiche e utilizza occhiali protettivi che sono diventato il suo tratto distintivo. 

Chinatown

Chinatown Bangkok

La Chinatown di Bangkok è un’esplosione di colori, traffico templi. E’ considerata il mercato di vendita all’ingrosso più grande dell’intera Thailandia. 

Il quartiere risale al 1782 quando la comunità cinese venne trasferita in questa zona confinante con il fiume Chao Praya. 

I primi immigrati erano prevalentemente operai edili attratti dalle infinte possibilità di lavoro nella nascente capitale. Una seconda fase di immigrazione avvenne ai primi del Novecento. 

Thailandia e Cina sono sempre state legate da una fitta rete di scambi commerciali, oltre che dalla cultura comune. I festival vegetariani di Bangkok e Phuket hanno origine proprio di tradizioni cinesi. 

Oggi le aree commerciali di maggior successo non solo di Bangkok, ma in tutto il Paese del sorriso sono gestite da famiglie cinesi. 

Lo spiccato senso per il commercio cinese si avverte in tutta la sua forza a Yaowarat.

Yaowarat Road

Yaowarat road Bangkok

Yaowarat Road, insieme con il Chinatown Gate, costituisce il punto di accesso privilegiato a Chinatown. 

E’ l’arteria di traffico principale del quartiere. Infatti per gli abitanti di Bangkok, Yaowarat indica l’intera zona. Colma di insegne, ristoranti e gioiellerie, erboristirie di medicina tradizionale cinese. Da questa via si diramano molti soi (strade più piccole) con mercati affollati che trattano ogni genere di merce. 

Se in passato Yaowarat Road si trasformava durante la notte, lasciando il posto a fumerie d’oppio e prostitute, oggi si possono gustare specialità gastronomiche cinesi vendute per strada. 

Wat Traimit

Wat Traimit

Il Wat Traimit è il tempio buddista più importante di Chinatown, risale al XIII secolo, deve la sua fama alla più grande statua al mondo in oro massiccio. Un Buddha alto tre metri, del peso di 5,5 tonnellate, in stile Sukhotai. 

Il Buddha in oro è stato “scoperto” solo sessant’anni fa: durante un trasferimento, all’interno del tempio, il cavo che lo sosteneva si ruppe, facendo così cadere a terra la statua, danneggiando parte del rivestimento protettivo in gesso, aggiunto presumibilmente quando l’antica capitale della Thailandia, Ayutthaya, era stata invasa dai birmani. 

Wat Traimit

Wat Mangkon

Wat Mangkon

ll Wat Mangkon è il più importante e vasto tempio buddista cinese di Bangkok, il suo stile è una fusione di architettura sacra giapponese e cinese soprattutto nelle rappresentazioni del Buddha. 

Il tempio è costruito in un classico stile architettonico cinese, con i tipici tetti di tegole decorati con motivi animali e floreali, tra cui gli onnipresenti draghi cinesi. 

L’ingresso principale del viharn, la sala del sermone, è fiancheggiato da grandi statue dei quattro guardiani del mondo, i Chatulokkaban, vestiti con costumi da guerriero, due per lato. Intorno al tempio ci sono santuari dedicati a molte divinità e figure religiose buddiste, taoiste e confuciane, tutte importanti nelle credenze cinesi locali.

I tre padiglioni posteriori sono dedicati alla dea cinese della compassione, Guan Yin, al fondatore del tempio, Phra Archan Chin Wang Samathiwat, e al santo Lak Chao.

Visitando il tempio è comune osservare i fedeli fare offerte agli antenati e praticare il rituale della combustione delle banconote per la buona sorte. 

da non perdere

Talat Noi 

Talat Noi 

Talat Noi è uno dei quartieri più antichi non solo di Chinatown, ma di tutta la città. 

Camminando per le anguste strade è possibile vedere lo stile di vita tradizionale della comunità cinese: vicoli strettissimi su cui si affacciano abitazioni e laboratori, soprattutto officine meccaniche che trattano e rivendono componenti di seconda mano di auto e moto.  

Kuan Yim Shrine

Kuan Yim Shrine

Kuan Yim Shrine è un tempio taoista costruito nel 1902, grazie alla Thiah Fa Foundation una società cooperativa che riuniva gli immigrati cinesi che parlavano cinque dialetti differenti.

La fondazione esiste ancora e fornisce cure mediche allopatiche e di medicina tradizionale  cinese alle fasce più deboli della popolazione. 

Il tempio è dedicato  alla dea della Misericordia. L‘antica statua in teak della dinastia Song (circa 900 anni) è stata regalata dalla Cina al tempio di Bangkok nel 1958.

Il fiume Chao Phraya

Bangkok nasce lungo il fiume Chao Phraya, e ancora oggi questo corso d’acqua, oltre alla vista splendida che dona sui templi della città vecchia, è una via di trasporto molto utilizzata e alternativa alle trafficate strade del centro. Collega molti punti di interesse turistico e non solo. 

fiume Chao Phraya

A Bangkok il tramonto è colore zafferano, e il fiume dà un senso di pace.

fiume Chao Phraya

I Klong di Bangkok

C’erano canali –klong– dappertutto. Poi in una fase imprecisata dell’Ottocento, i cinesi si sono messi a costruire quartieri commerciali densamente abitati, a immagine e somiglianza di quelli che si erano lasciati alle spalle. E gli spazi a uno a uno, si sono riempiti. La distruzione è stata completata fra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso, quando i canali sono diventati strade a scorrimento veloce.

Il fiume Chao Phraya

A quel tempo il klong era pulito. La cuoca comprava frutta e verdura dai venditori che passavano sulle barche diretti al mercato galleggiante. Un vecchio monaco passava sempre da lì nel suo giro per l’elemosina, remando una piccola canoa di legno.. Nei pomeriggi afosi i bambini si spogliavano e si tuffavano dal ponte.

La chiamano “la Città degli Angeli” e forse un tempo lo era. Le case erano su palafitte, le strade erano canali e la gente andava in giro in barca….Il caldo tropicale era a volte soffocante, ma una brezza leggera spirava spesso dal mare, risaliva il fiume Chao Phraya e soffiava senza incontrare ostacoli sulla distesa delle case.

Consigli di lettura

Bangkok di Lawrence Osborne Osborne, a mio parere, è lo scrittore che riesce a rendere meglio lo spirito di Bangkok. Nel suo libro non si racconta delle bellezze della città, nessuna indicazione turistica, ma si respira l’aria della Città degli Angeli.

Il turista nudo di Lawrence Osborne Osborne si pone la domanda che ogni viaggiatore dovrebbe farsi: ha ancora senso viaggiare in un mondo globalizzato?

ll viaggio del Naga di Tew Bunnag Il romanzo è ambientato a Bangkok. I destini di tre persone molto diverse da loro si incrociano.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani Nel 1976 Terzani riceve un avvertimento da un indovino di Hong Kong, non volare nel 1993 sei in grave pericolo di vita. Terzani non dimentica la profezia e giunto all’anno fatico rinuncia a viaggiare in aereo. Così nasce questo libro.

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