Costiera Amalfitana Ravello

Ravello città antichissima già conosciuta in epoca romana per la sua particolare posizione elevata lontano dal mare, dunque rifugio perfetto dalle invasioni. Il suo nome sembra appunto derivare da pietra o dirupo.

Lo scrittore francese André Gide la descrive così: “Ravello è più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva del mare“.

La cittadina presenta caratteristiche differenti dagli altri paesi celebri della Costiera:

Per Ravello un approccio turistico di altro genere, non di élite come a Positano o ad Amalfi o di massa come a Maiori, ma di cultura e di riflessione, basato sul silenzio, la tranquillità e la pace, qualità che si ritrovano solo su alture poco servite da strade veloci di collegamento; e l'atmosfera che si incontra nei pomeriggi e nelle sere ravellesi è appunto di estremo relax, agevolato da obbligati cammini pedonali, da manifestazioni artistiche, concerti, mostre, dibattiti, presentazioni di libri...

Pasquale Natella, Storia del turismo italiano La Costiera Amalfitana

Ravello città della musica

La città della musica ha una data di nascita: il 26 maggio 1880: in quei giorni un turista tedesco di nome Richard, sulle orme di Jonathan Wolfgang Goethe e del suo Gran Tour italiano, osa affrontare le ripide mulattiere che portano in paese. Visita Villa Rufolo, dal 1851 proprietà di un ricco scozzese Francis Neville Reid, fa una una passeggiata a cavallo con la moglie Cosima lungo il viale centrale di villa Cimbrone e infine va a rifocillarsi alla locanda Palumbo. Nell'albo dei visitatori quel turista che di professione è un musicista e di cognome fa Wagner, annota, alludendo al secondo atto del Parsifal: "Il magico giardino di Klingsor è finalmente stato trovato". (Si riferisce a quello di Villa Rufolo).

Fabio Sebastiano Tana, Meridiani n.13
Villa Rufolo Ravello
Il giardino intorno al pozzo conquista Wagner

Il festival wagneriano

Villa Rufolo Ravello
Il palco del Ravello festival proteso nel vuoto dona una vista mozzafiato sulla Costiera

Il festival wagneriano inaugurato nel 1953 ha contribuito al turismo intellettuale che ha reso celebre Ravello.

Villa Rufolo

Villa Rufolo Ravello

Tra le famiglie originarie della Costiera Amalfitana ce n’è una che è stata potente più delle altre la famiglia Rufolo. Sono proprietari terrieri, banchieri e funzionari e, nel XIII secolo, raggiungono l’apice della notorietà. A raccontare quei giorni resta la loro meravigliosa villa costruita a Ravello.

La struttura della villa è del XIII secolo, in un’unica architettura coesistono il gusto arabo normanno, i volumi del Seicento e lo stile romantico dei giardini ottocenteschi.

 

La torre d'ingresso e il Chiostro

La torre d’ingresso, la cui unica funzione è ornamentale, ad arco ogivale, in stile gotico, è decorato da listelli in tufo giallo e grigio. Ai quattro angoli sono disposte statue di figure umane rappresentanti le quattro stagioni. 

Villa Rufolo Ravello

Il cortile o chiostro moresco si sviluppa su tre bracci di cui restano solo 36 colonnine sul lato frontale e due archi integri con sei colonnine binate sul lato sinistro. Nella parte inferiore si susseguono per ogni lato tre arcate ogivali sormontate da un loggiato di colonnine binate.

Villa Rufolo Ravello
Villa Rufolo Ravello

La Torre

Villa Rufolo Ravello

La torre maggiore che risale al 1280 può essere riconosciuta come la parte più antica del complesso, alta trenta metri e suddivisa in tre piani è la testimonianza del potere sociale, economico e politico della famiglia Rufolo.

La Sala dei Cavalieri

Villa Rufolo Ravello

Lo stesso modulo architettonico della torre si ritrova nel padiglione del giardino la cosiddetta Sala dei Cavalieri. La sala era collegata alla torre maggiore e alle mura laterali attraverso altri ambienti crollati nel tempo di cui oggi leggiamo solo le tracce. 

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Il giardino

Villa Rufolo Ravello

Francis Nevril Reed  nobile filantropo scozzese nominato sovrintendente onorario dal prefetto di Napoli elegge Villa Rufolo a sua dimora estiva attratto dal clima mite e dalla bellezza del luogo.

Costruisce a sue spese un acquedotto a Ravello per creare un sistema di irrigazione all’interno della villa.

Il giardino si sviluppa su due livelli, esaltazione del romanticismo ottocentesco che Neville Reid disegnò avviando una vera e propria scuola che è arrivata ai giorni nostri attraverso le mani di sapienti discendenti del gruppo originario di giardinieri.

Oggi il giardino è uno dei panorami più fotografati al mondo.

Villa Rufolo Ravello

Un belvedere con una straordinaria vista sulla costiera. METTI SLIDE CON PIU FOTO

Villa Rufolo Ravello

La villa è uno dei massimi esempi di architettura palaziale di epoca medievale dell’immenso patrimonio una parte è stata erosa dal tempo e dall’incuria ma un’altra è stata recuperata e nuovi tasselli sono stati aggiunti in epoca più recente tra XIX e il XX secolo.

Prima di essere scoperti dall’interesse degli eruditi dell’Ottocento il giardino e la villa intera hanno vissuto nel silenzio più di cinque secoli da quando la famiglia Rufolo è caduta in rovina.

Il Duomo di Ravello

.... Intorno all'anno 1000, le grandi dinastie feudali (i cui nomi risuonano ancora oggi fra le ville e le strade di Ravello) consolidarono le loro ricchezze. Nel 1086 Ravello fu innalzata a sede viscovile. La città si ingrandì e il contado arrivo a 25.000 abitanti. Venne edificato il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta. Il suo gioiello è il pulpito con colonnine tortili e variopinte decorazioni musive, fu donato da Nicola Rufolo nel 1272. È la prova di quanto la famiglia fosse già importante.

Fabio Sebastiano Tana, Meridiani n.13
Duomo di Ravello

Villa Cimbrone

Villa Cimbrone Ravello

Villa Cimbrone è una villa patrizia dell’XI secolo appartenente alla famiglia degli Acconciajoco, poi successivamente ai Fusco. Alla fine dell’ottocento è finita in uno stato di penoso abbandono, fu scoperta dall’illustre e colto viaggiatore inglese del Gran Tour Ernest William Beckett, Lord GrimThorpe.

Beckett nel 1904 acquistò Villa Cimbrone con la determinazione di farla rivivere e di farne uno stupendo gioiello il luogo più bello del mondo.

In un felice connubio tra la tradizione paesaggistica inglese e quella italiana, tra la ricca e varia vegetazione autoctona ed esotica vennero inseriti innumerevoli pregevoli elementi decorativi come fontane, ninfei, tempietti, padiglioni, statue, risultato del forte influsso della letteratura classica e della reinterpretazione della villa romana.

Il Chiostro

Villa Cimbrone Ravello

Il Chiostro  è un grazioso cortiletto in stile arabo siculo normanno. Arricchito da elementi decorativi  sacri e profani: i Sette peccati mortali e i Nove guerrieri in particolare.

La Cripta

Villa Cimbrone Ravello

Loggiato in stile gotico, una singolare costruzione ad archi portanti sul modello di un abbazia cistercense del luogo di origine di Ernest William Beckett. Nonostante evochi atmosfere medievali è stata costruita tra il 1907 e il 1911.

Il Viale dell'Immenso

Villa Cimbrone Ravello

Un lunghissimo viale che attraversa tutto il giardino, proprio qui nel maggio 1880 Wagner percorrendolo  a cavallo  disse: ” Il panorama dal quel punto per me è il più bello di tutti“.

Il Terrazzo dell'Infinito

Villa Cimbrone RavelloVilla Cimbrone RavelloVilla Cimbrone Ravello

Lo spettacolo che questo splendido balcone naturale adorno di busti marmorei settecenteschi offre gli occhi del visitatore è veramente qualcosa di infinito. Spaziando con la vista fin giù sui monti cilentani e Punta Licosa con un mare scintillante e le verdi colline ricoperte di terrazzamenti.

Villa Cimbrone Ravello

Il Tempietto di Bacco

Villa Cimbrone Ravello

Il tempietto di Bacco conserva alla base del piedistallo le ceneri di Lord GrimThorpe.

Il Tea Room

Villa Cimbrone Ravello

Il Tea room è una originale costruzione a padiglione aperto. E’ evidente la connotazione esoterica in grande auge all’inizio del secolo scorso, in particolare nella scelta e disposizione degli elementi architettonici. Questo è un luogo concepito come spazio da vivere in stretta comunione con la natura circostante. 

Villa Cimbrone è un prestigioso hotel a cinque stelle cheta accolto varie celebrità tra cui Greta Garbo che nella primavera del 1938 visse in questo luogo la sua storia d’amore con Leopold Stokowsky

Una passeggiata da Ravello a Minori tra limoni e panorami mozzafiato

Ravello Minori

Da Ravello partono alcune passeggiate tra i Monti Lattari.

Si può, ad esempio, raggiungere Minori attraverso un percorso fatto di scalini, viottoli tra coltivazioni di limoni e paesaggi mozzafiato.

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Sal De Riso a Minori

Una volta arrivati a Minori è obbligatoria una sosta golosa da Sal De Riso, il più celebre  e pasticcere di Minori e dell’intera Costiera.

Un trionfo di dolcezza tra delizia al limone, torta ricotta e pere e un dolce tipico della Costiera la Millefoglie di melanzane al cioccolato

Sal De Riso a Minori

Melanzane al cioccolato

Ad agosto era la volta delle melanzane al cioccolato per la festa dell'Assunta, una ricetta che gli Arabi avevano lasciato a quella costa così ospitale.

Antonio Forcellino, La ceramica sugli scogli

Le origini del dolce si perdono esala notte dei tempi tra le varie rivendicazioni sulla proprietà intellettuale due sembrano le più credibili: La prima sostiene che fuorono le suore di Santa Maria della Misericordia a servire per prime le melanzane con una salsa alla ciocciolata, il succerò del dolce fu poi decretato da un nobile apprezzamento: la nipote di Nicola II, in viaggio in Italia, decise di alloggiare per qualche tempo in Campania. Qui, in particolare presso il Grand Hotel Cocumella di Sant’Agnello, la nobile partorì. In seguito alla nascita reale le suore agostiniane portarono in dono alla puerpera un cesto pieno di prodotti tipici, tra cui appunto le melanzane con la cioccolata: questo dolce ebbe un enorme successo. La prelibata ricetta venne poi donata ai pasticcieri del luogo, fino a diventare parte della tradizione culinaria sia della costiera amalfitana che di quella sorrentina. 

La seconda  versione della storia, invece, sostiene  che la creazione delle melanzane dolci sia opera dei monaci di un antico convento di Tramonti, dove i religiosi erano soliti realizzare delle melanzane fritte e poi condite con un composto dolce e liquoroso. Solo in seguito alla diffusione della ricetta la salsa liquorosa dei monaci sarebbe stata sostituita dal cioccolato.

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Consigli di lettura

Storia del turismo italiano. La costiera Amalfitana di Pasquale Natella Da Vietri sul Mare a Sorrento il ricambio da un’economia debole rurale al boom turistico iniziato nell’Ottocento raccontato dagli scrittori dipinto dagli artisti e mitizzato dai viaggiatori del Grand Tour.

Meridiani Costiera Amalfitana e Cilento Amalfi, Positano, Ravello una Campania Felix sapientemente descritta e raccontato una pubblicazione simbolo.

La ceramica sugli scogli di Antonio Forcellino la  storia di Max e Flora Melamerson ebrei tedeschi che, in fuga dalla Germania nazista, riparano a Vietri sul Mare.

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