La pandemia e i viaggi

In questo annus horribilis abbiamo capito molte cose, forse non tutti, ma di certo ora sappiamo che la libertà, in ogni sua forma, non è più da dare per scontata. Le nostre azioni quotidiane sono cambiate, sono cambiate le nostre abitudini, è cambiato il nostro modo di stare con la famiglia e con gli amici. A me mancano le strette di mano, gli abbracci e i baci, tutti i gesti di affetto, che prima sembravano banali, così come banale è dire che si apprezzano le cose solo quando si perdono, ma pur essendo una frase fatta è oggi è tragicamente vera.

Ovviamente nell’elenco delle mancanze di questo 2020 al primo posto, per me, ci sono i viaggi. Come ogni anno, all’inizio del 2020 ero in Thailandia e gli amici thai ripetevano “twenty-twenty lucky year” si sbagliavano…

Nessuno avrebbe mai immaginato una pandemia nella nostra società ipertecnologica. Siamo abituati a sentirci invincibili e sempre meno preparati ad affrontate le avversità. Abbiamo una definizione per tutto ma non sappiamo più comprendere l’altro e forse nemmeno noi stessi.

Il nostro mondo globalizzato offre infinite possibilità: ogni destinazione può essere raggiunta ed ora ci troviamo a fare i conti con i confini tra paesi e spesso anche con quelli nazionali.

Così quando il covid si è abbattuto su di noi, con tutta la sua furia, la nostra inadeguatezza si è palesata: nel momento in cui non si riesce ad accettare la realtà la si modifica ed ecco il fiorire di una serie infinita di teorie del complotto alimentate a dismisura dall’uso disfunzionale dei social media. Quanto aveva ragione Umberto Eco…

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli».

Umberto Eco

Tornando al viaggiare, anche in questo caso, ho capito che mi mancano persino gli aspetti che consideravo noiosi ma necessari: i lunghi voli transoceanici, le attese delle coincidenze negli aeroporti, l’ansia quando la valigia non compare sul nastro bagagli, gli inconvenienti piccoli o grandi che, per forza di cose, accadono.

la pandemia e i viaggi Volo Thai Airways
la pandemia e i viaggi Silk Lounge Bangkok

Ma più di tutto mi manca stare al caldo quando a casa fa freddo, mi manca l’odore dell’aria in Asia, un’aria che sa di calore e umidità che ha un sapore tutto suo ed è la prima cosa sento quando scendo dall’aereo.

Ancora, svegliarmi in un letto nuovo e sapere che la giornata che sto per affrontare è aperta a molte possibilità e non segue lo schema delle giornate tutte uguali, che scoprirò qualcosa di nuovo, che quel qualcosa diventerà un ricordo, una narrazione.

fiume Chao Phraya

Insomma giorni di scoperte e pieni di vita che solo il viaggio sa regalare, giorni che mi mettono in pace con me stessa e anche un po’ con il mondo. Non perché in viaggio sia necessariamente tutto entusiasmante, ma per la ragione che sono più propensa a mettermi in gioco a dire perché no.

Non so se torneremo a viaggiare come prima, o meglio quando potremo viaggiare nuovamente senza limitazioni.

Sarà tutto come prima o dovremmo abituarci ad una nuova routine fatta di controlli sanitari, di mascherine, di tamponi e di costi economici molto più elevati? 

Troveremo quello che abbiamo lasciato in luoghi familiari del mondo, oppure tante attività legate al turismo avranno chiuso per sempre?

Phuket la pandemia e i viaggi

Ma, a mio avviso, il problema maggiore sarà la paura: di ammalarsi, di una nuova pandemia che devasti definitivamente la vita per come la conosciamo. Ma soprattutto la paura dell’altro visto non più come una persona ma come veicolo di contagio.

La paura, il più grande ostacolo che ci impedisce non solo di viaggiare ma di vivere, che blocca ogni azione e limita il pensiero.

Tuttavia sono certa che quando tutto sarà finito, perché finirà, come è finita ogni pandemia, il desiderio di scoperta, la curiosità verso il nuovo, l’esplorazione e il viaggio nel mondo come viaggio simbolico dentro noi stessi, ci porterà nuovamente a partire con lo stesso entusiasmo di sempre.

Il bisogno di viaggiare è innato nell’uomo le più grandi scoperte sono state fatte lasciando approdi sicuri per l’ignoto. 

Se è vero che non si parte prima di aver sognato e immaginato a lungo un luogo, in questo 2020 ognuno di noi ha creato una sua personale lista di non appena sarà finita voglio andare a….

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Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.

I miei articoli pubblicati su riviste e online.

 

 

Una valigia piena di libri

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