Le chiese rupestri di Matera

Le chiese rupestri di Matera, oltre 150 sparse tra la città e la murgia, sono un patrimonio culturale straordinario che si sviluppano di pari passo con la comunità. Nel X secolo a Matera vivono molte comunità monastiche e ognuna di esse, spesso partendo da chiese già esistenti, crea nuovi luoghi di culto, sempre scavati nella roccia e riccamente affrescati.

Le chiese rupestri di Matera devono la loro unicità a due fattori: l’architettura in negativo, ossia per sottrazione, essendo state scavate tutte nella calcarenite; e alle stratificazioni, per cui è possibile trovare più luoghi di culto in uno, ogni nuova costruzione si installa sulla precedente senza però distruggerla ma ampliandola.

Il Parco delle chiese rupestri, che ne conta oltre 150, è stato esplicitamente citato dall'Unesco assieme ai Sassi nella lista Patrimonio dell'umanità nel 1993, fu il primo riconoscimento del genere per il Sud Italia.

Eliana Di Caro, Andare per Matera e la Basilicata

Santa Maria di Idris e San Giovanni in Monterrone

Santa Maria di Idris e San Giovanni in Monterrone Le chiese rupestri di Matera

Lo sperone di roccia che si erge nel Sasso Caveoso è una delle immagini più note di Matera: il Monterrone. Il complesso si compone di due chiese quasi interamente scavate nella roccia. La Chiesa di Santa Maria de Idris deve il suo nome alle conche presenti all’interno per la raccolta dell’acqua. Sono ancora visibili affreschi del X-XI secolo. Con la sua croce in ferro sulla cima della roccia domina tutta la città.

La Chiesa di Santa Maria de Idris Le chiese rupestri di Matera

Attraverso un cunicolo si accede alla Chiesa di San Giovanni in Monterrone anch’essa affrescata e originariamente un luogo di sepoltura.

Chiesa di San Giovanni in Monterrone Le chiese rupestri di Matera

Dal Monterrone si gode di una vista incredibile sui Sassi.

Santa Lucia alle Malve

Santa Lucia alle Malve Le chiese rupestri di Matera

Santa Lucia alle Malve nel Sasso Caveoso è uno dei migliori esempi di chiese rupestri di Matera. Deve il suo nome alla malva che cresceva spontanea nei dintorni. Siamo nel IX secolo e viene utilizzata da una comunità di monache benedettine fino all’abbandono nel 1283.

Il ciclo di affreschi ben conservati presenta sia caratteri latini che greco-ortodossi, segni evidenti della commistione culturale di Matera.

Santa Lucia alle Malve

La chiesa, negli anni successivi al suo abbandono, è stata utilizzata come abitazione privata lo dimostrano la roccia e gli affreschi tagliati per ricavare una cucina.

Sul tetto dell’edificio una necropoli medioevale.

Complesso monastico della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci

Il Complesso monastico della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci nel Sasso Barisano è uno dei siti di maggiore interesse per comprendere la complessità delle stratificazioni delle chiese rupestri di Matera. Risale all’anno Mille, esteso per 1300 metri quadri e articolato su più livelli. Esempio eccezionale di architettura in negativo.

Complesso monastico della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci

La chiesa della Madonna delle Virtù interamente scavata nella roccia risale al XII secolo.

Al piano inferiore il Monastero del X secolo completamente spoglio, anch’esso scavato nella roccia e ampliato nei secoli successivi. Dopo l’abbandono dalle monache, nel tardo Settecento, gli ambienti sono stati usati dai contadini come deposito di derrate alimentati e per la conservazione del vino.

Complesso monastico della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci Le chiese rupestri di Matera

Infine al piano superiore la chiesa di San Nicola dei Greci con chiari influssi bizantini.

la chiesa di San Nicola dei Greci
la chiesa di San Nicola dei Greci

San Pietro Barisano

San Pietro Barisano Le chiese rupestri di Matera

San Pietro Barisano è la chiesa rupestre più grande di Matera. Risale al XII-XIII secolo, l’aspetto attuale si deve alla ristrutturazione del XVIII secolo. Gli ambienti sotterranei sono dedicati alla scolatura dei cadaveri, pratica funebre riservata ai religiosi: i corpi collocati dentro delle nicchie e rimossi solo al termine della decomposizione.

Suggestivo il campanile a picco sulla roccia.

San Pietro Caveoso

San Pietro Caveoso Le chiese rupestri di Matera

San Pietro Caveoso edificata agli inizi del Duecento si affaccia sulla Gravina, è una chiesa in muratura, deve il suo aspetto attuale alle modifiche barocche del Settecento.

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