Libri sulla Thailandia

Una selezione di Libri sulla Thailandia.

Libri sulla Thailandia

Feste in lacrime di Prabda Yoon

Feste in lacrime. Racconti dalla Thailandia di Prabda Yoon Questo volume di racconti, di recente pubblicazione, di un autore thai è una piacevole sorpresa. I racconti sono ambientati a Bangkok, ma la città non viene mai dominata non ci sono indicazioni geografiche precise. Piuttosto velati riferimenti al mare, nel sud del paese, agli autobus in città e alla giungla. Tuttavia ogni racconto è impregnato dell’atmosfera thailandese. La si percepisce nei modi di fare di protagonisti.

Il libro inizia con la spiegazione, una sorta di avvertimento per il lettore non thailandese.

Liberarsi di un peso, alleggerirsi, essere in pace con il distacco. Quest'ultima è la definizione più comune e importante. Ploang, verbo che indica l'approccio buddhista alle avversità e alle delusioni... la ricetta thailandese per l'appagamento, un modo di vivere le cose che attraversa le storie di questa raccolta.

Prabda Yoon

I racconti sono brevi e intriganti, ma l’aspetto più interessante è che si fermano sul più bello, nessuno ha una conclusione, la narrazione resta sospesa. Il filo conduttore di ogni racconto è l’evento fortuito, mentre i protagonisti sono impegnati nella loro vita quotidiana più o meno soddisfacente, anche se non è lo quasi mai, accade loro qualcosa: un incontro, una perdita, un lutto, una scoperta, un ricordo folgorante. Il lettore non può tuttavia sapere se questo evento avrà un’influenza sulla vita del protagonisti.

Proprio questo aspetto è quello che accomuna maggiormente i racconti con la città di Bangkok. La Città degli Angeli avvolge, seduce, spesso fagocita, ma, ancora di più, rimane in bilico tra le sue molteplici identità. Sospesa.

Nel racconto Marut davanti al mare è il protagonista, Marut appunto, a parlare in prima persona al lettore avvisandolo di non fidarsi dell’autore, criticandolo ferocemente.

Se provate a chiedere a sir Yoon che senso hanno i suoi racconti, credetemi, farebbe un ghigno subdolo, eh eh, e poi risponderebbe. " Perché non lo chiedete direttamente ai racconti? Oppure. " Il senso? Secondo voi che senso ha la vostra vita? E il medesimo del mio racconto.

Prabda Yoon

Una storia vecchia come la pioggia di Saneh Sangsuk

Una storia vecchia come la pioggia di Saneh Sangsuk Questo romanzo racconta la vita del reverendo padre Tien, monaco buddista e bonzo del villaggio rurale di Prek Nam Deng da oltre di cinquant’anni.

Era il bonzo e l'uomo più anziano di Prek Nam Deng, per cui tutti lo rispettavo, tuti gli volevano bene per la sua generosità.

Saneh Sangsuk

Il monaco racconta storie, nelle sere del monsone seduto intorno al fuoco; i bambini del villaggio adorano i suoi racconti e non vogliono smettere di ascoltarli. Siamo nella Thailandia rurale degli anni Sessanta del Novecento, il progresso sta arrivando e padre Tien è preoccupato.

Da molto tempo ormai l'ombra del decadimento avvolgeva quelle terre; quell'ombra pareva che dovesse allargarsi e infittirsi ora che la giungla era stata distrutta ed egli sembrava l'unico consapevole del disastro imminente... Il villaggio sarebbe stato abbandonato da tutti.. la gente del luogo e suoi discendenti sarebbero stati costretti a diventare schiavi..

Saneh Sangsuk

Padre Tien narra al lettore la sua vita civile prima di diventare monaco, quando lui, suo padre, abile cacciatore di tigri e la moglie vivevano nella giungla cercando di coltivare riso. Questa esperienza e l’incontro con una tigre saming cambieranno per sempre il corso della sua vita.

.. l'anima di chi è stato ucciso da una tigre può reincarnarsi nel corpo di tigre e farla diventare una tigre saming, una tigre che può assumere sembianze umane. Quell'anima non riesce ad adattarsi all'idea di una morte inaspettata e improvvisa e, ebbra di rancore, investe il corpo della tigre assassina. Se mi chiedete perché, se foste figli della giungla, lo capireste.

Saneh Sangsuk

La terra dei monsoni di Pira Sudham

La terra dei monsoni di Pira Sudham Il romanzo di Pira Sudham, scrittore thailandese candidato al Nobel per la letteratura nel 1990, racconta la storia di Prem, un bambino particolare, soprannominato girino e muto nato nel villaggio di Napo, nel nord-est della Thailandia nel marzo 1954. Le condizioni di vita sono misere, si sopravvive, seguendo il ritmo della natura, in capanne, senza servizi igienici, senza scarpe, con pochi abiti, coltivando riso. 280 bath per il raccolto di riso di un anno intero.

Un giovane insegnante, idealista e sognatore Kumjai, dedica la sua vita alla costruzione della scuola e all’istruzione dei bambini figli di contadini. Sarà proprio Kumjai a notare le doti di Prem, a pagare per la sua istruzione, dopo le scuole elementari, nel monastero di Borombopit a Bangkok.

Mi sono sollevato dal fango, da un pantano di ignoranza e di tenebra ...Ero, e sono ancora quel ragazzo dei bufali che da solo salì su un treno diretto verso questa città nel maggio 1965 perché potesse frequentare una scuola secondaria.

Pira Sudham

Il giovane Prem diventa uno studente brillante e dopo le superiori vince una borsa di studio a Londra. Nel 1974 raggiunge l’Occidente.

Mentre il buddismo predica il distacco, l'occidente incoraggia il coinvolgimento, il desiderio, la convinzione, l'individualità e la bramosia. Sembra che qui ognuno debba desiderare soprattutto di svilupparsi e produrre "perché il mondo giri", come si suol dire. L'intera produttività dell'Occidente si regge su questo. Mi addolora restare a metà strada, da qualche parte, tra i due mondi . Più doloroso ancora è quando la tentazione di lasciarsi andare alla deriva verso l'occidente a volte diviene troppo forte per opporle resistenza.

Pira Sudham

Prem tornerà a Napo, dopo molti anni nel 1979, tutto è rimasto uguale, la natura, con i suoi ritmi, le piane coltivate a riso e la povertà. Confuso e spaesato, sospeso tra l’amore per il Siam e le conoscenze acquisite in occidente, finalmente troverà la su strada.

Bangkok di Lawrence Osborne

Bangkok di Lawrence Osborne Osborne, a mio parere, è lo scrittore che riesce a rendere meglio lo spirito di Bangkok. Nel suo libro non si racconta delle bellezze della città, nessuna indicazione turistica, ma si respira l’aria della Città degli Angeli. Bangkok come luogo edonistico, Bangkok come ultimo rifugio per gli occidentali, o meglio i farang, vocabolo thailandese con cui sono chiamati gli occidentali.

A Bangkok si arriva quando si sente che nessuno ci amerà più, quando si getta la spugna, e a pensarci bene la città è solo questo, il protocollo di una caduta.

Lawrence Osborne

Il romanzo raconta le avventure di un gruppo di uomini occidentali alla macchia in città, Osborne racconta le giornate trascorse tra lunghe passeggiate in città, notti nei go go bar con le ragazze thailandesi. Lo scrittore non esprime mai un giudizio sulla prostituzione, la racconta, ma rimane neutrale. Ha lo stesso atteggiamento verso i kathoey, i transessuali thai, che nella società buddhista sono pienamente accettati senza nessuna discriminazione.

Il testo non è mai triste, anzi spesso sarcastico, quasi tutti i capitoli si terminano con una chiusa ironica che riesce perfettamente a sdrammatizzare e sintetizza lo spirito thailandese.

In thai c'è un parola, sanuk, che significa il dovere di godersi la vita fino in fondo. Di solito viene tradotta come "piacere" o "divertimento", ma in realtà non significa né una cosa né l'altra.

Lawrence Osborne

Il turista nudo di Lawrence Osborne

Il turista nudo di Lawrence Osborne Osborne si pone la domanda che ogni viaggiatore dovrebbe farsi: ha ancora senso viaggiare in un mondo globalizzato? E’ possibile andare ai confini del mondo senza trovare un tour operator pronto a confezionare un viaggio standardizzato? Lo scrittore non trova la risposta, ma quello che offre è uno straordinario affresco del viaggio in epoca postmoderna. Il viaggiatore come antropologo, o solo turista alla ricerca dell’altrove incontaminato. Osborne decide di vistare Papua, ma di non raggiungerla immediatamente, ma attraverso un lento avvicinamento partendo dall’Europa con varie tappe, tra le tante, Bangkok .

I baracchini di Bangkok sono i migliori del pianeta, anche se l'aspetto più stupefacente di questa festa mobile e arcaica sono le sue quinte, i grattacieli delle multinazionali. Quello che si consuma sui marciapiedi è come un pasto nomade nel bel bezzo di un urbanesimo occidentale sedentario...

Lawrence Osborne

Il viaggio del naga di Tew Bunnag

Il viaggio del Naga di Tew Bunnag Il romanzo è ambientato a Bangkok. I destini di tre persone molto diverse da loro si incrociano: Don, un giovane proviene da una famiglia benestante, appena tornato in città dopo cinque anni come monaco nel nord della Thailandia; Marisa, nome d’arte di Nong Daeng, attrice famosissima e di successo e Arun pittore di talento nella scena artistica di Bangkok. I tre protagonisti si incontrano casualmente al funerale di un personaggio, Pi O, molto in vista e ambiguo, che ha dominato le cronache della Città degli Angeli per le sue attività di intrattenimento nell’ambito della prostituzione. L’incontro può apparire casuale, ma è invece ordito dallo spirito del Naga .

Il culto del Naga è un residuo di credo animista diffuso nel sud-est asiatico prima dell'introduzione del buddhismo... Il Naga è raffigurato come un serpente a sette o nove teste... Gli adepti del culto del Naga, tuttavia, non si rifanno semplicemente alla sua rappresentazione esteriore: per loro non è un serpente, bensì l'elemento stesso dell'acqua con il suo potere di distruggere.

Tew Bunnag

Il romanzo narra di una Bangkok moderna e arretrata allo stesso tempo, dove i centri commerciali convivono con gli slum, dove la magia, gli indovini e i sogni premonitori sono la manifestazione degli spiriti. Per comprendere questo aspetto bisogna conoscere la cultura thailandese, in cui i fantasmi non sono considerati fantasie, ma apparizioni reali nella vita quotidiana.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani Nel 1976 Terzani riceve un avvertimento da un indovino di Hong Kong, non volare nel 1993 sei in grave pericolo di vita. Terzani non dimentica la profezia e giunto all’anno fatico rinuncia a viaggiare in aereo. Così nasce questo libro. Il racconto di un lungo periodo con un modo di viaggiare diverso, non più l’immediatezza del volo, ma i tempi lunghi, che obbligano alla riflessione, dei trasporti via mare e terra. Tra cui un Bangkok- Firenze in treno per un totale di ventimila chilometri.

La chiamano "la Città degli Angeli" e forse un tempo lo era. Le case erano su palafitte, le strade erano canali e la gente andava in giro in barca. I pochi viali sulla terraferma erano fiancheggiati da file di grandi alberi le cui fronde creavano dei tunnel d'ombra e di frescura sul poco traffico esistente. Le guglie dorate delle pagode erano più alte di tutte le case e di tutti i palazzi, compreso quello del re, che all'inizio del secolo aveva fatto venire un architetto italiano a costruirgli la sala del trono. Bangkok non è mai stata una bella città, ma aveva fascino; era esotica. Il caldo tropicale era a volte soffocante, ma una brezza leggera spirava spesso dal mare, risaliva il fiume Chao Paya e soffiava senza incontrare ostacoli sulla distesa delle case.

Tiziano Terzani

Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani

Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani come sempre è un racconto di un viaggio, ma un viaggio personale. Terzani scopre di avere un cancro. Un altro giro di giostra è il viaggio nel mondo della medicina da quella occidentale a quella asiatica, da New York, attraverso l’India, la Thailandia, Hong Kong, le Filippine per approdare alla sua casa sulla Himalaya.

Bangkok era mutata tantissimo nel suo aspetto fisico e di conseguenza anche nell'anima. Il suo fascino era finito. Da una città assolata, percorsa da canali, era diventata un agglomerato di cemento, rabbuiato dalle tante strade sopraelevate costruite su quelle con cui erano state ricoperte le vie d'acqua. La modernità aveva eroso al tradizionale serenità della gente e accelerato i suoi , un tempo sonnolenti, ritmi di vita.

Tiziano Terzani

Questo evidente cambiamento della città diviene occasione per una riflessione più ampia sul rapporto occidente/oriente.

Oriente e occidente. Un tempo, più che identità geografiche, erano state due diverse visioni delle vita: una fondata sull'esplorazione del mondo interiore con poco o nessun riguardo per quello esterno, l'altra tutta diretta al dominio del mondo fuori ignorando completamente quello dentro... La forza materiale della visione occidentale ha travolto quella orientale e l'Asia, a cui noi dobbiamo dei e idee, ha perso la sua pace nel perseguimento di quello stesso tipo di felicità che ha già reso noi infelici.

Tiziano Terzani

Lonely Planet Thailandia

Lonely Planet Thailandia La mia guida preferita, quella che dopo ogni viaggio non è in buone condizioni, ma racconta più di quello che si trova nelle sue pagine. La guida che, quando riposa nella libreria, evoca viaggi ed emozioni passate.

Condividi su facebook
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Ti potrebbe interessare

Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.

I miei articoli pubblicati su riviste e online.

 

 

Una valigia piena di libri

unavaligiapienadilibri@gmail.com

close

Ricevi gli articoli via mail

Privacy Policy Cookie Policy