Nella luce di Palermo

Palermo: Panormus per i greci, Balarm per gli arabi; Palermus per i normanni, tanti nomi per una città indefinibile che non lascia indifferenti.Palermo è un mix di stratificazioni culturali e storiche è stata capitale italiana della cultura 2018.

La sua storia millenaria si respira camminando per le sue vie dove culture diverse, passate e presenti, si fondono dando vita ad una città unica nel suo genere, stratificata, complessa e bellissima.

I Quattro Canti

I quattro canti Palermo

Il cuore di Palermo, questa piazza particolarissima circondata da palazzi è molto scenografica divide la città dei quattro mandamenti: Albergheria, Monte di Pietà, Kalsa e Castellammare.

I quattro canti

Da qui si arriva nell'ottagono di piazza Vigliena, detta anche teatro del Sole, perché durante il giorno almeno una delle quinte architettoniche è illuminata dal sole. Noi palermitani la chiamiamo i "Quattro Canti", per via delle quattro fontane agli angoli, sormontate dalle statue delle quattro stagioni al primo livello, da quelle dei quattro re al secondo e, al terzo da quello delle quattro sante protettrici della città.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo

La Fontana Pretoria

La Fontana Pretoria Palermo

Un'opera rinascimentale di un artista toscano poco noto di nome Francesco Camilliani. Commissionata da uno spagnolo per una villa toscana, e giunta a Palermo per vie traverse.... Ai palermitani la nudità delle statue non piacque e la piazza fu così soprannominata "della Vergogna". Inoltre l'intera vicenda fu considerata esempio della corruzione politica cittadina.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo

Il Teatro Massimo

Il Teatro Massimo Palermo

Il Teatro Massimo è il più grande d’Italia con i suoi 7730 metri quadrati, 1200 posti in platea e altri 1000 nei palchi e nel loggione. Il teatro è stato inaugurato nel 1891. Il suo palco è tra i più grandi d’Europa.

Adesso gli abitanti della Città passano davanti al loro teatro lirico che credevano grigio scuro, quasi nero, e si sono abituati a vederlo di colore ocra che fino agli anni Novanta era impensabile. Ma giova ricordare che per arrivare a questo orgoglio si è dovuti passare da una chiusura durata ventitré anni.

Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla remix
Teatro Massimo Palermo

Il soffitto, oltre ad essere riccamente decorato con un affresco che rappresenta il trionfo della musica custodisce al suo interno un efficace sistema di aerazione: i petali che lo compongono possono essere sollevati per garantire il ricambio d’aria.

Il palco reale, con il foyer privato è realizzato appositamente per la famiglia Savoia.

Infine la sala pompeiana, così denominata per il colore rosso che la domina, famosa per la sua pessima acustica è detta anche sala dell’eco, se si parla tutti insieme le voci sono amplificate e si coprono a vicenda.

Il Teatro ha anche il suo fantasma:

...la monachella che alberga all'interno del Teatro Massimo. La tradizione vuole che la sua anima sia in pena da quando per costruire il teatro venne abbattuto il convento preesistente, e sbancata la sua centenaria sepoltura. Si racconta di diverse enigmatiche apparizioni alle maestranze del teatro: Non fa niente di particolare: appare, scompare, e basta.

Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla remix

Il Teatro Politeama Garibaldi

Il Teatro Politeama Garibaldi Palermo

Se il teatro Massimo si rivolge all’élite cittadina con l’opera classica il coevo Teatro Politeama Garibaldi viene realizzato come spazio polifunzioanale adatto ad ospitare ogni tipo di spettacolo.

ll Teatro Politeama Garibaldi, progettato dall'ingegner Giuseppe Damiani Almeyda e considerato modernissimo nel 1891 fu di lenta costruzione - ventisei anni-... La ditta francese che costruì il teatro si valse delle eccellenze palermitane a disposizione: la copertura in metallo del tetto, al tempo molto innovativa, fu realizzata dalla Fonderia Oretea e contro il cielo si staglia un'enorme quadriga bronzea di cavalli dalle code svolazzanti del palermitano Mario Rutelli.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo

Gli oratori del Serpotta

Giacomo Serpotta nacque a Palermo il 10 marzo 1656. Era il secolo di maggior fulgore della città.. l'arte dello stuccatore era molto richiesta e le famiglie di stuccatori palermitani divennero famose. Il lavoro dello stuccatore era complesso. La statua o il fregio venivano preparati in creta, poi coperti da un impasto di calce, polvere di marmo e altre sostante tenute segrete da ciascuna famiglia- nel caso dei Serpotta, l'ingrediente segreto era il gesso.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo

L'oratorio di Santa Cita

L'oratorio di Santa Cita Palermo

Giacomo Serpotta è considerato l'inventore dei "teatrini"che ricavava in nicchie rettangolari poco profonde. Quelli dell'orario di Santa Cita sono spettacolari. Con sapiente regia, Serpotta vi ha creato meravigliose scenografie di vite dei santi, storie bibliche e perfino della vittoria di Lepanto.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo
L'oratorio di Santa Cita

Le opere più famose del Serpotta sono i putti, si ritiene che la sua ispirazione venisse dai bambini del popolo di Palermo. Ad un occhio attento i putti che sbucano dalle pareti dell’oratorio di San Lorenzo quasi irridono chi li osserva con una sguardo provocatorio.

L'oratorio di Santa Cita

Oratorio di San Lorenzo

L'oratorio di San Lorenzo Palermo

Nell’oratorio di San Lorenzo il Serpotta ricopre interamente le pareti con un teatrino sulla vita di S. Lorenzo a destra e S. Francesco a sinistra. Ancora, nell’oratorio era conservata La Natività del Caravaggio, rubata e mai più ritrovata nel 1969, oggi sostituita da una copia.

La Palazzina Cinese

Palazzina Cinese Palermo

La Palazzina Cinese, situata al margine del parco della Favorita, realizzata dal re Ferdinando II di Borbone come casina di caccia è un’ architettura insolita per la città. Di stile orientaleggiante color pesca e verde malva, costruita nel 1799.

Il salone principale è riccamente decorato con motivi orientali, le scritte sulle pareti non hanno significato, ma solo scopo decorativo.

La Palazzina Cinese Palermo

E’ chiamata anche villa dei campanelli per i molti campanelli che decorano il pesante cancello di ingresso in ferro battuto, motivo che viene ripetuto anche negli affreschi dei soffitti.

Il piano superiore è riservato agli appartamenti privati della Regina Maria Carolina, lo stile non è più cinese, ma arabeggiante, con particolari rimandi alla Turchia.

La Palazzina Cinese Palermo

Al piano inferiore la sala da ballo con una nicchia per l’orchestra e gli ingressi dal giardino, in modo da evitare che gli invitati entrassero nelle stanze della palazzina per raggiungere il salone.

Ancora le tracce di umidità che sembrano intaccare il trompe l’oeil della sala sono state appositamente realizzare per dare l’idea di un luogo antico.

Infine la tavola matematica, creata per garantire la privacy del re, che non desidera mangiare circondato da servitori. Al centro del tavolo un montacarichi collegato con le cucine, fa salire direttamente il cibo in tavola. Inoltre ogni commensale è provvisto di tre piccole corde che corrispondono a aromi, acqua vino e pane che arrivavano direttamente sala.

Le cucine non sono al piano inferiore, ma in un altro edificio collegato attraverso un corridoio in modo che il re non sia disturbato dagli odori di cucina.

Se la palazzina è in stile orientale, il giardino è all’italiana.

Palazzina Cinese

La devozione a Palermo

Due sono i luoghi simbolo della devozione a Palermo, il primo si trova nella cattedrale con la cappella dedicata a Santa Rosalia e il secondo sono le Catacombe dei Cappuccini.

Santa Rosalia

Santa Rosalia Palermo

Fino al 27 luglio 1624, Palermo aveva avuto quattro sante patrone: Agata, Ninfa, Oliva e Cristina. La devozione dei loro confronti scomparve del tutto con l'avvento di santa Rosalia. Nel mese di maggio del 1624 giunge da Tunisi un vascello carico di mercanzie e infestato dai topi... Scoppiò un'epidemia.. Un uomo, tale Vincenzo Bonello, nel tentativo di procacciarsi un po' di selvaggina per sfamare i figli, eluse i controllo delle guardie e.. si arrampicò sul monte Pellegrino... Fu qui che Bonello si sentì chiamare per nome... vide il volto di una fanciulla con una corona di rose e il crocifisso in mano. La giovane disse di chiamarsi Rosalia Sinibaldi, di aver vissuto da pellegrina in quella grotta dove adesso si trovano le sue ossa. Se fossero state raccolte e portate in città, l'epidemia sarebbe finita.... Si sparse la voce, e quando i palermitani seppero di questa apparizione corsero sul monte: qui scavarono e trovarono le ossa, che furono portate in processione per tutta la città.... La pioggia cadde per tutto il giorno e da quel momento l'epidemia si attenuò; in pochi giorni la città fu salva e Rosalia Sinibaldi divenne la Santuzza dei palermitani, spodestando le altre quattro sante.

Simonetta Agnello Horby, Mimmo Cuticchio, Siamo Palermo

Le Catacombe dei Cappuccini

Le Catacombe dei Cappuccini Palermo

Le Catacombe dei Cappuccini uno dei luoghi più particolari e inquietanti di Palermo, un memento mori unico nel suo genere. La storia inizia nel XVI secolo i frati cappuccini seppelliscono i confrati in una cisterna, scavando altre per aumentare lo spazio scoprono che, a distanza di molti anni, i corpi sono perfettamente conservati, il fatto viene attribuito alla volontà divina. Decidono così di iniziare ad imbalsamare i corpi. Il processo di imbalsamazione è molto costoso, quindi questa particolare cura dei defunti, nel XVIII secolo viene offerta anche alle famiglie facoltose dell’epoca.

Oggi in questi corridoi sotterranei si trovano 0ttomila corpi divisi per genere, professione e ceto sociale.

Le Catacombe dei Cappuccini

Sottoterra ci sono lunghi corridoi, e sulle pareti dei corridoi i cadaveri. Sono decisamente molto più cadaveri che mummie, trattandosi di corpi solo sommariamente imbalsamati.... Quando erano scheletri o poco più venivano rivestiti e appesi alle diverse pareti, suddivisi sulla base della loro apparenza sociale. Su una parete i borghesi, su una gli aristocratici , su una i prelati, su una i bambini, tutti con addosso gli abiti che possedevano quando erano in vita.... Succedeva poi che nel giorno dei morti o all'anniversario della dipartita la famiglia venisse a fare visita alla buonanima... Coi morti, difatti, era consuetudine fare salotto. Le sedie venivano disposte ai piedi del cadere e cominciava la conversazione. Argomento di preferenza erano gli eventi dell'anno trascorso dall'ultima visita..

Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla remix

Consigli di lettura

Siamo Palermo di Simonetta Agnello Horby e Mimmo Cuticchio  questo libro su Palermo nasce dall’amicizia dei due autori la nota scrittrice Simonetta Agnello Horby e Mimmo Cuticchio erede ed interprete della tradizione dell’opera dei Pupi.

Palermo è una cipolla. Remix di Roberto Alajmo  un libro su Palermo profondamente ironico e divertente che non nomina mai Palermo, è solo la Città. L’autore parla in prima persona al lettore- viaggiatore appena arrivato; gli consiglia di rimare al sicuro nella sua stanza d’albergo.

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Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.

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