Robot The Human Project

Robot The Human Project la mostra in corso al Mudec di Milano dal 1 maggio al 1 agosto 2021 vale la visita. 

E’ un percorso attraverso la storia dell’uomo e il suo desiderio di creare un alias.

Divisa in sei sezioni:  Automi antichi, Il cervello meccanico, Bionica, I robot tra noi, Società automatica, Intelligenza artificiale.

Per maggiori info circa accesso e modalità di prenotazione https://www.mudec.it/ita/robot/

01 Automi antichi

Il percorso inizia nell’antica Grecia e narra il desiderio dell’uomo di costruire un alias, attraverso l’Ancella automatica di Bisanzio III a.C.  (una ricostruzione)una statua automatica in grado di servire il vino agli ospiti e quindi di mescerlo con l’acqua, applicando il principio dei vasi comunicanti. 

Ancella automatica di Bisanzio

Si prosegue poi attraverso gli automatismi realizzati dal Medioevo in poi per raggiungere il massimo fulgore nel Rinascimento e nel Barocco.

Tra i costruttori più importanti di sicuro Leonardo da Vinci. 

Automi utilizzati per animare feste e per divertire, ovviamente ad appannaggio delle classi sociali più facoltose. 

Busto con le sembianze del diavolo: gira il capo e gli occhi e mostra la lingua

Inoltre l’uomo sviluppa tutta una serie di automatismi che, ora ci sembrano banali, ma all’epoca hanno richiesto grandissimo studio, come i movimenti delle campane e le opere di orologiera. 

ROBOT THE HUMAN PROJECT

Intorno al 1830 a Parigi inizia una vasta produzione di bambole dei lusso animate con sofisticati meccanismi.

Scimmia fumatrice
La Scimmia fumatrice di chiaro intento satirico nei confronti dell'essere umano

02 Il cervello meccanico

ROBOT THE HUMAN PROJECT

Il balzo tecnologico avviene con i sussidi mnemonici, le prime calcolatrici per giungere alla nascita dei computer.

Calcolatore elettronico

In Italia, a partire dagli anni Cinquanta, Olivetti inizia a produrre dei calcolatori elettronici , tra cui il primo computer da tavolo al mondo la Olivetti Programma 101 del 1965, oggi questa macchina è esposta al MOMA di New York. 

Olivetti Programma 101

03 Bionica

Bionica

Dalla prima volta che l’uomo ha usato un arbusto come stampella possiamo parlare di bionica, ancora le armature nelle guerre medioevali veri e proprio esoscheletri, per arrivare alla attuale interazione uomo-macchina che permette l’integrazione dell’organo mancante come nei pacemaker, o negli impianti cocleari. 

Ancora la biomimetica che, con l’intuizione di Giuliano Vanghetti, sfrutta i movimenti residui dei muscoli del braccio per consentire agli amputati di un arto superiore di muovere naturalmente la protesi di una mano meccanica.

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04 I robot tra noi

ROBOT THE HUMAN PROJECT

Questa sezione è di sicuro quella che suscita il maggior interesse ed entusiasmo grazie alla possibilità di interagire con i robot. 

Sanbot Elf

Sanbot Elf

Sanbot Elf (2016, Omitech srl) parla interagisce con gli esseri umani. E’ dotato di tre telecamere e un touchscreen HD, un proiettore, i suoi occhi sono lampeggianti e  imitano le espressioni umane. Inoltre è dotato di numerosi sensori e utilizza un software di riconoscimento facciale. Molteplici le sue applicazioni  negli aeroporti, nelle case dei cura e nelle scuole.

Sei Sanbot Elf sono stati utilizzati nella scorsa primavera negli ospedali di Varese durante la prima critica ondata di contagi da Covid. 

Grazie a questi avanzati robot, gli infermi e i medici potevano vedere gli ammalati senza entrare nelle loro stanze riducendo  così drasticamente  la possibilità di contagio e di conseguenza anche la mortalità del personale sanitario. 

Inoltre i Sanbot Elf hanno permesso la riduzione di consumi di DPI, che all’inizio della pandemia erano di difficile reperibilità. 

RoboThespian

RoboThespian

RoboThespian (Engineered Arts) è un umanoide attore  e intrattenitore, che conosce più di trenta lingue. Di sicuro uno dei pezzi forte della mostra.

Specializzato nell’intrattenimento da qui il suo nome Thespian, da Tespi l’inventore della tragedia, il primo a dare importanza alla figura dell’attore. 

Si esibisce su palcoscenici di tutto il mondo, ma è anche un ottimo divulgatore scientifico. 

Le sue capacità di interazione con l’essere umano sono notevoli e la gamma di movimenti ed emozioni che riesce a riprodurre è molto ampia. 

Pepper

Pepper

Pepper (2014, SoftBank Robotics) è un robot semiumanoide progettato con la capacità  di leggere le emozioni.  

E’ il robot con cui è possibile una maggiore interazione risponde e fa domande. 

Pando

Pando

Pando (2015, Leju Robotics) interagisce con l’uomo e reagisce alle azioni con specifiche espressioni facciali.  

Inoltre balla a ritmo di musica. 

Prototipo DustBot

Prototipo DustBot

Prototipo DustBot (2009, Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna, Pontedera) che trasporta i rifiuti domestici da casa al punto di raccolta. E’ possibile prenotare l’arrivo del robot con una semplice telefonata. 

Yeti

Yeti

Yeti (2017 Politecnico di Milano) un robot peloso capace di muoversi ed esprimere  sentimenti  di tristezza e gioia. Usato con successo presso i Centro per la cura e lo studio dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo dell’Ospedale San Paolo di Milano.

05 Società automatica

In questa sezione i robot realizzati come concreto aiuto dell’uomo in situazioni estreme come catastrofi naturali, nucleari, umane e capacità utili  alla ricerca scientifica. 

Walkman

ROBOT THE HUMAN PROJECT Walkman

Walkman (2015, Istituto Italiano di Tecnologia Genova) umanoide altro 1,85 metri, del peso di cento chilogrammi creato per intervenire in situazioni di emergenza quali terremoti, catastrofi nucleari, alluvioni. 

E’ capace di guidare, fare le scale, aprire le porte e raccoglier dati sull’ambiente. 

I cobot ossia robot che sostituiscono l’uomo nelle situazioni di pericolo come Soryu un robot- serpente che dopo il disastro nucleare di Fukushima ha esplorato la centrale alla ricerca di sopravvissuti.

Lampretra un robot anfibio che nuota come un’anguilla, Octopus che riproduce le capacità del polipo: è capace di afferrare oggetti e camminare sul fondale marino, ma anche nuotare grazie ad un getto a propulsione. 

Senza dimenticare il ruolo dei droni nella cartografia, anche nell’aiuto concreto a popolazioni isolate ad esempio durante un’ alluvione portando medicinali urgenti. 

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I robot nella cultura di massa

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La parola  robot  deriva dal ceco robota con il significato di lavoro servile quindi il robot nasce con l’intento di liberare l’uomo dai lavori gravosi e dalla fatica fisica. 

Tuttavia la letteratura e il cinema si interessano da subito al tema amplificando gli aspetti più oscuri e creando immagini tetre di un futuro distopico come in Blade Runner o in 2001 Odissea nello Spazio. Il robot diventa quindi come minaccia per l’uomo. 

Solo nel 1977 con Star Wars cambia la visione di queste macchine e nasce tutta una cultura popolare di film, fumetti e cartoni animati volta all’idealizzazione dei robot amici dell’uomo e capaci di provare sentimenti. 

06 Intelligenza artificiale

L’ultima sezione della mostra è dedicata all’intelligenza artificiale, alle domande che essa pone

L’intelligenza artificiale non è la coscienza del robot, la macchina non ha coscienza, tuttavia è in grado di compiere azioni e calcoli complessi, di comprendere e apprendere dall’essere umano, ma la sua intelligenza non è paragonabile a quella umana.

Robot The Human Project, realizzata  in collaborazione con gli istituti di ricerca italiani in particolare  l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pontedera e l’IIT di Genova, suscita sentimenti positivi fiducia e ammirazione per i balzi scientifici e tecnologi di cui l’uomo è capace. 

Tuttavia è necessaria una riflessione.

Le generazioni future si troveranno ad interagire  sempre più spesso con i robot e, sulla base del nostro attuale rapporto con la tecnologia, è chiaro che le implicazioni emotive nell’interazione con un umanoide saranno ben maggior di quelle con uno smartphone. 

Quando si interagisce con gli umanoidi presenti in sala è difficile attribuire loro una connotazione neutra, si finisce per un usare un pronome maschile o femminile, per proiettare sui robot caratteristiche umane. 

Questo perché siamo già completamente immersi nella tecnologia nella nostra vita quotidiana e in larga misura abbiamo sospeso il pensiero critico. 

Ma il pensiero critico è necessario, anzi fondamentale:  l’intelligenza artificiale e i suoi sviluppi possono essere utilizzati anche per scopi meno nobili come ad esempio per costruire armi sempre più sofistiche e precise. 

Robot The Human Project presenta la tecnologia in un’accezione positiva, di divulgazione e di semplificazione dalla vita umana, quello che lo spettatore dovrebbe fare, superata la fascinazione dell’ interazione con gli umanoidi, è pensare al senso profondo, etico e morale di questa nuova specie che vive già con noi.

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