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Una selezione di libri su Stoccolma.

I gialli svedesi
Non sono presenti in questa selezione i gialli svedesi.
Questo filone particolamente fecondo e di grande successo internazionale ha creato in Svezia un effetto a cascata per cui le pubblicazioni sono cresciute in maniera esponenziale.
Per quanto mi riguarda non amo questo genere di narravita ed ho preferito orientarmi su classici e poco conosciuti (in Italia) romanzi svedesi del Novecento.
Comprendere il fenomeno dei gialli
I gialli svedesi hanno avuto un enorme successo a partire dai primi anni duemila con la trilogia “Millenium” di Stieg Larsson. Un megaseller mondiale che calamitò l’attenzione sulla letteratura scandinava.
Prima di Larsson, un altro giallo aveva avuto un importante riconoscimento di pubblico “Il senso di Smilla per la neve” di Peter Hoeg. Il testo sapeva unire i caratteri classici del giallo ad elementi tipicamente nordici. Aprendo una prospettiva su paesaggi lontani del grande nord europeo.
Con Millenium si raggiunse il mondo intero, una trilogia diventata saga, poi film. Il filone particolarmente proficuo durò per molti anni a seguire.
Oggi i gialli nordici invadono ancora le nostre librerie, editi da Mondadori, Marsilio e Garzanti. La grafica delle copertine evoca paesaggi nordici, il marketing punta a rendere immediatamente comprensibile il tema al grande pubblico.
Tuttavia il fenomeno si è notevolmente ridotto. La saga Millenium, dopo la morte di Larsson, continua scritta da un altro autore. Ogni anno appaiono nuovi gialli. La Svezia rivendica il suo ruolo nella letteratura mondiale.
La giovinezza di Martin Birck di Hjalmar Söderberg Stoccolma fine Ottocento, Martin Birck è un bambino ben educato, solitario, riflessivo e malinconico, manterrà questi tratti anche da adulto, vivendo una vita semplice come impiegato statale, sognando di diventare scrittore e di vivere una passione travolgente. I suoi sogni saranno infranti dalla durezza della vita.
Söderberg anticipa il tema dell’uomo alienato dal lavoro e oppresso dalla società, una delle tematiche cardine nella letteratura del Novecento.
La felicità, la gioia della gioventù, dove sono finite? La vita è fatta per i vecchi, per cui essere giovani è una disgrazia. È fatta per gli stolti e gli apatici, per quelli che scambiano il falso per il vero o addirittura preferiscono il falso. Perciò avere pensieri e sentimenti è una malattia, una malattia infantile che bisogna lasciar passare per diventare uomini…
Hjalmar Söderberg
Tuttavia Martin è un fine osservatore, un uomo moderno per la sua epoca ammantata di moralismo, ipocrisia e becero maschilsmo. Martin decide di vivere ai margini della società: allontanandosi dai dettami stringenti della religione, frequentando prostituite e scrittori maledetti, ed infine vivendo more uxorio con una donna.
Il romanzo ottenne un enorme sucesso tra i giovani svedesi, che si identificarono nella descrizione e nelle imposizioni della Stoccolma dell’epoca.
Hjalmar Söderberg, fu consacrato come uno dei massimi scrittori del Novecento svedese. Il romanzo è in parte autobiografico: l’autore attinse dalle sue esperienze personali per tratteggiare il personaggio di Martin.
Infine, l’evoluzione di Martin segue e si intreccia con quella della città di Stoccolma: la città è in rapida espansione alla fine del XIX secolo, interi quartieri vengono abbattuti per fare posto al progresso, la città si espande inglobando la campagna.
Ovunque si abbatteva e si costruiva, scoppi di dinamite echeggiavano ogni giorno sui pendii e sui poggi di Ladugårdslandet , e la stessa Ladugårdslandet d'ora in poi si sarebbe chiamata Östermalms.
Hjalmar Söderberg
I dettagli di Ia Genberg L’autrice è una giornalista nata a Stoccolma nel 1967. Il romanzo “I dettagli” ottenne uno notevole successo in Svezia, vincendo alcuni premi letterari.
Una donna di mezza età, è costretta a letto malata. Così prende il via il racconto. La febbre alta spinge la donna a riflettere sulla sua vita. La narrazione si dipana atttraverso le persone che ha amato. Ogni capitolo un nome, ogni nome una storia d’amore: Johanna, Niki, Alejandro, Birgitte.
Ogni storia d’amore finita male ha cambiato la protagonista che, attraverso il racconto di queste relazioni, narra anche di se stessa, cercando di fare luce sulla sua vita e sugli errori commessi.
Ad andare avanti ci riesci sempre, ma dimenticare non è mai stato il tuo forte.
La nostra relazione è stata corta come un respiro, eppure Alejandro è rimasto, come se qualcosa in me si fosse declinato attorno a lui, un nuovo paradigma per tutti i miei verbi. Da allora in poi tutti quelli che ho amato si sono dovuti inevitabilmente misurare con lui…Ia Genberg
La Stoccolma degli anni Novanta, primi Duemila, resta sullo sfondo, ma anch’essa presente nei molti trasferimenti della donna, nei quartieri che frequenta, nel gelo invernale e nelle gite in barca all’arcipelago.
La gente aveva iniziato a radunarsi sulla terrazza per aggiudicarsi i posti migliori… Con il panorama sullo sfondo: Slussen, Gamla Stan, il palcoscenico rutilante che avevano eretto sulla banchina di Skeppsbron. Fuochi d'artificio e petardi si sentivano già dappertutto ovunque si vedevano gruppetti di gente diretti da qualche parte, e faceva talmente freddo che la neve caduta durante il giorno si era gelata rendendo tutto bianco.
Ia Genberg
Il romanzo contiene una serie di riferimenti letterari ad alcuni importanti scrittori svedesi, purtroppo non tradotti italiano, come Birgitta Trotzig con “La figlia del re e della palude“, titolo preso in presito da una fiaba di Andersen.
Ancora, Eyvind Johhson con la trilogia “Krilon” ambientata a Stoccolma, potente denuncia contro i totalitarismi e fortemente critica verso la neutralità svedese durante la seconda guerra mondiale.
La tua vita e la mia di Majgull Axelsson Il romanzo racconta Stoccolma o meglio la Svezia degli anni Sessanta, quando il modello della socialdemocrazia scandinava, sembrava escludere gli ultimi, gli emarginati, in questo caso le persone con problemi cognitivi chiuse in manicomi-lager.
Märit, la protagonista, ormai settantenne, è una giornalista di successo, che vive a Stoccolma, ma in occasione di un viaggio verso Norrköping, il suo paese di origine, decide d’instinto di scendere dal treno e fermarsi a Lund per cercare la (molto ben occultata) “tomba comune dei malati di Vipeholm”, il manicomio dove era internato suo fratello Lars.
La famiglia di origine di Märit era disfunzionale finì per disgregarsi del tutto dopo la morte improvvisa della madre e il conseguente ricovero forzato di Lars.
Durante il suo viaggio nel passato la donna è accompagnata da una voce nella sua testa, quella della sua gemella morta poco dopo la nascita.
... La voce (perché era solo una voce)… Non essere ridicola, disse la voce. Naturale che non mi vedi. E nemmeno mi senti. Esisto solo nella tua testa. Nei tuoi pensieri.
Majgull Axelsson
La voce è il sostegno della giovane, ma allo stesso tempo la sua coscienza e il suo critico più severo.
Qualcuno di diverso, quella che in seguito avrei conosciuto come l'Altra dovette prendere il comando.
Majgull Axelsson
Un viaggio doloroso in un passato privato, ma anche pubblico che la Svezia moderna ha cercato a lungo di occultare, in netto contrasto con le idee progressiste ed egualitarie del modello scandinavo. Gli ideali della socialdemocrazia: l’emancipazione dell’individuo, spesso a discapito dei legami familiari, e il modello di solidarietà che finì per escludere gli ultimi e privarli dei diritti umani fondamentali.
Il signor Ikea di Nanni Delbecchi l’autore è l’unico giornalista italiano ad avere incontrato ed intervistato il fondatore di Ikea Ingvar Kamprad. L’intervista pubblicata, nel maggio 2001, su Ventiquattro il supplemento de il Sole24ore con il titolo “Dottor Legno e Mr. Ikea”.
Nel 2007 Delbecchi trasformò l’intervista nel libro “Il Signor Ikea”, una storia di viaggio romanzata, nella patria del design. Il volume è stato ripubblicato dopo la morte di Ingvar Kamprad avvenuta il 27 gennaio 2018.
Il testo non è una cronistoria aziendale di Ikea e nemmeno un tentativo di incensare il suo fondatore. Anzi non sembra appartenere a nessun genere, ma è avvicente: le esperienze personali dell’autore, i suoi ricordi, si mescolano con il viaggio in Svezia cercando di rispondere alla domanda:
Ma che cos'era questo design? Che cos'era questo spirito del nostro tempo "con cui bisogna che ci fai i conti"… E che in effetti mi perseguitava da quando ero partito? Che cos'era questo design, e come diavolo aveva fatto a diventare così onnipresente?
Nanni Delbecchi
L’autore a Ålmhult, località in cui Ikea ha la sua sede principale, visita l’Ikeamuseet, che ripercorre le tappe dall’azienda dalla fondazione in poi.
Quando incontra Kamprad l’intevista si svolge in un negozio Ikea attraversando i vari ambienti, la volontà del fondatore è quella di far capire:
Un negozio Ikea è come un organismo vivente. È un luogo dove si è contenti di andare senza essere necessariamente tenuti a comprare; dove si può comprare indifferentemente l'arredo completo oppure un Faming hjarta...
Nanni Delbecchi
Lonely Planet Stoccolma La mia guida preferita, quella che dopo ogni viaggio non è in buone condizioni, ma racconta più di quello che si trova nelle sue pagine. La guida che, quando riposa nella libreria, evoca viaggi ed emozioni passate.
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