UNA VALIGIA PIENA DI LIBRI

"Senza i libri molti viaggi non mi sarebbero nemmeno venuti in mente"

Tiziano Terzani 

Un viaggio dei luoghi de “L’isola di Arturo” di Elsa Morante 

Destinazioni

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”. 

Bruce Chatwin 

Attraverso l'Asia

Consigli di lettura

Giorni in Birmania di George Orwell

I mali del colonialismo inglese e il suo volto più naif mixati abilmente in una narrazione scorrevole, ma intensa. John Flory, il protagonista,  è descritto, nelle prime pagine del libro, come il classico dominatore inglese: bevitore incallito, ha un’amante birmana, come si confà alla sua posizione, frequenta il club britannico (il cui l’accesso è negato agli indigeni, cioè i birmani), intrattiene rapporti amichevoli con i suoi connazionali, ma dall’altra parte è anche un bordeline, che non sembra integrarsi a pieno titolo, soffrendo così di una profonda solitudine. Ma sarà proprio questa solitudine a permettergli di osservare con sguardo critico il colonialismo. Tuttavia, pur essendo consapevole dei mali del dominio britannico, non riesce ad agire concretamente, resta sospeso tra i due mondi, tra la Birmania e l’Inghilterra, senza saper prendere una posizione.

Per parte sua non aveva pregiudizi di sorta contro gli orientali, anzi li apprezzava moltissimo. A patto che non fosse concessa loro nessuna libertà, li considerava la gente più simpatica di questo mondo.

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