
Tiziano Terzani
Dalla celeberrima piazza Jeema el Fna ai giardini segreti.
“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”.
Bruce Chatwin
Libro del mese
Osborne, erede moderno di Somerset Maugham, è lo scrittore contemporaneo che meglio racconta il disorientamento globalizzato non solo dei viaggiatori, ma anche e soprattutto degli expat.
L'angelo in fiamme, l'ultimo libro dello scrittore inglese, concentra in una raccolta di racconti le fragilità, tipicamente europee, di uomini che vivono all'estero. Spesso ben inseriti nella realtà locale, con posizioni lavorative e sociali di prestigio.
Un giovane broker a Hong Kong, una coppia in vacanza in Oman, una famiglia facoltosa impegnata in un trekking lussuoso in Mongolia, un architetto di successo a New York, una ricercatrice in un'isola delle Andamane.
Il mondo globalizzato incombe sui protagonisti. Un senso di tragedia li ammanta, ma non sembrano accorgersene.I protagonisti di Osborne, sono bianchi in mezzo a popoli colorati. Il colonialismo è molto lontano, sono turisti sicuri dei loro mezzi, ma la sicurezza è solo apparente.
La razionalità e il cinismo con cui si approcciano agli altri finiranno per travolgerli.
"Cosa è successo a Buford? Immagino abbia deciso di non tornare." "Sai come sono gli americani. Si fanno prendere dalla nostalgia di casa. Vivono all'estero per un certo periodo, ma non diventa mai una cosa definitiva. Vogliono tornare a casa e sposare la fidanzata del liceo. Perché? Ti ci eri affezionata?" "No, ovviamente. Il lavoro è lavoro." .

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