- Tempo di lettura 5 minuti
Lanzarote, dal 1993 è riserva della biosfera Unesco per l’equilibrio tra sviluppo urbano e ambiente.
La sua unicità si deve all’opera di César Manrique, ma anche alle sue caratteristiche naturali, come la massiccia presenza di vulcani, la regione vinicola de La Geria, gli alisei che modellano il paesaggio e influenzano il clima, oltre che ad edifici straordinari come LagOmar perfettamente integrati nell’ambiente naturale.

Lanzarote l'isola dei Vulcani
Lanzarote è l’isola dei Vulcani. Due sono le principali regioni vulcaniche, La Corona nel nord dell’isola che risale a circa ventunmila anni fa e la più recente Timanfaya o Montanãs de Fuego sorta tra il 1730 e il 1736.
Le ultime eruzioni devastarono, ogni giorno, per sei anni, ventun villaggi. Nell’oceano furono scagliati quarantotto milioni di metri cubi di lava creando un paesaggio lunare ai confine del borgo di Yaiza miracolosamente scampato alla colata lavica.

Il 21 gennaio, un'immensa montagna, la più alta di tutte quelle che l'avevano preceduta, sorse dal proprio cratere e lo stesso giorno scomparve, provocando un'un'esplosione spaventosa: l'intera isola risuonò di quel frastuono e venne ricoperta di cenere e pietra. Il 20 marzo comparvero nuovi coni vulcanici sui quali si aprirono altrettanti crateri in piena attività. Il 13 aprile sorsero due montagne, come sospinte da forze invisibili. Il 4 giugno si aprirono tre immense voragini, e l'isola fu scossa da violenti terremoti; da ciascuna di codeste voragini scaturivano fiamme gigantesche. In tale occasione il panico fu assoluto, specialmente Timanfaya, dove la catastrofe aveva avuto inizio.
Cronaca di Don Andres Crubado, parroco di Yaiza
Oggi Timanfaya, epicentro delle eruzioni vulcaniche, è Parque Nacional. Il logo del parco è stato disegnato da César Manrique. Il suo paesaggio incontaminato ricorda Marte.
Quando i miei occhi, attoniti e meravigliati, hanno visto per la prima volta Timanfaya, quando hanno percorso accarezzando il profilo dei suoi crateri e la pace quasi angosciante della sua valle della tranquillità ho potuto avvertire lo sforzo folle dei fuochi sotterranei del globo come se fossi stato io stesso ad accenderli per irrompere insieme a loro e di lacerare la tormentata pelle della terra, quando ho visto tutto questo, quando ho sentito tutto questo, ho pensato che dovevo ringraziare la sorte, il caso, la ventura, quel non so che, non so chi, quella specie di predestinazione che guida i nostri passi, per il privilegio di aver contemplato in vita mia, non una ma due volte, la bellezza assoluta.
José Saramago, Quaderni di Lanzarote
Lanzarote l'isola del vento

Lanzarote è un’isola ventosa. Gli alisei provenienti da nord-est hanno una forte influenza sulla vita quotidiana. Soffiano costantemente per quasi tutto l’anno.
L’architettura tradizionale di Lanzarote con le piccole case bianche sparse per l’isola, allo stesso modo i villaggi tradizionali come Uga, Haría Yaiza Tías, tiene conto dell’impatto degli alisei costruendo pareti opache a nord ed aprendo gli spazi abitativi a sud per godere dell’abbondante irradiazione solare.
La Geria

La Geria è la regione vitivinicola di Lanzarote.
Per quanto riguarda l'agricoltura, l'ingegno locale ha trovato una soluzione alla mancanza d'acqua piovana ricorrendo a piantagioni ricoperte di sabbia vulcanica, le cui qualità igrometriche che permettono di recuperare l'umidità della rugiada. Queste piantagioni sono spesso protette dal vento da muri curvi, noti come socos, la cui moltiplicazione a Lanzarote dà origine a un paesaggio di grande forza plastica particolarmente visibile nella regione di La Geria.
Alejandro Scarpa, César Marique e Lanzarote
Le Bodegas a La Geria

La Geria è l'ultimo esempio di ecologia. Sotto le rocce e le ceneri vulcaniche, un tempo c'era un orto, ma l'eruzioni del 1730 spazzarono via le coltivazioni, lasciando al loro posto un grande bellissimo mare di lava, inservibile per dare da mangiare a uomini e animali. O così pareva fino al momento in cui dei contadini con una certa conoscenza della terra decisero di percorrere la zona con attenzione, cercando la vita sotto le ceneri vulcaniche, per ritrovare il calore dell'eruzioni e vedere se questo calore sarebbe potuto essere l'origine di un altro ciclo vitale. Lo fu: scoprirono che sotto i lapilli c'era terra, la cercarono, seminarono le vigne e la casta Malvasia entrò a La Geria e iniziò a spuntare tra le sabbie nere. Ogni tralcio, allora, fu contemplato come un miracolo e per proteggerlo dalla tramontana si eressero dei muretti di pietra, degli spazi semicircolari, delle mezze lune con una pianta al centro, quella vite che avrebbe dato l'uva, quell'uva che avrebbe dato il vino, quel vino che si beve a Lanzarote... C'è tanto amore in quel modo di coltivare la terra e, in seguito, di fare la vendemmia e poi il vino nelle cantine piccole e amichevoli disseminate nel magnifico paesaggio in cui sono annidate.
Pilar de Río, L'intuizione dell'isola
Percorrendo La Geria è possibile visitare le bodegas ovvero le cantine che offrono tour guidati e degustazioni. La più famosa è El Grifo, il cui logo è stato disegnato da César Manrique.
Lagomar

LagOmar, a Nazareth, progettata da César Manrique e dall’architetto paesaggista Jesús Soto è uno degli edifici più iconici di Lanzarote.
Costruita nel cuore di una cava vulcanica seguendo gli anfratti della roccia, in contrasto con la calce bianca delle pareti. L’architettura, condizionata dalla natura, è scolpita grazie alla pietra. Cunicoli, scale, passaggi con viste mozzafiato e piscine lagunari.
Manrique e Soto progettarono la residenza per Sam Benady.
L’abitazione si trova nella parte alta del complesso.
LagOmar e Omar Sharif
LagOmar è conosciuta come la casa di Omar Sharif. Come si deduce dal suo nome Lago di Omar.
Questa storia, divenuta ormai leggendaria, ha contribuito al prestigio del luogo e dell’attore egiziano.
Sharif si innamorò della villa durante un soggiorno a Lanzarote per le riprese del film “L’isola misteriosa e il capitano Nemo” nei primi anni Settanta. Acquistò il complesso da Benady.
Qui il racconto entra nel mito. Benady sfidò Omar Sharif, giocatore d’azzardo incallito, in una partita a bridge e fu così che l’attore perse LagOmar, due giorni dopo averla comprata.
Non esistono conferme ufficiali sulla veridicità della narrazione, se non alcune foto che ritraggono Sharif e Benady al tavolo da gioco.

Dopo la celeberrima partita LagOmar ebbe diversi proprietari.
All’epoca in cui Sam Benady sviluppò Oasis de Nazaret, la casa fungeva da punto d’incontro per gli artisti e i potenziali acquirenti che visitavano l’isola cercando una villa a Nazareth.
Nel 1989 l’architetto tedesco Dominik von Bettinger con sua moglie, anch’essa un architetto, l’uruguayana Beatriz van Hoff, divennero i nuovi proprietari.
Nel 1997 decisero di aprire LagOmar al pubblico e, costruire un ristorante che fungesse da polo di sviluppo per le attività culturali. Le mostre l’arte, la gastronomia, la musica e la natura si sarebbero integrate per la promozione degli artisti locali.
Consigli di lettura
L’intuizione dell’isola di Pilar del Río. La moglie di Saramago racconta i loro anni sull’isola di Lanzarote, “diciassette anni di vita e venticinque libri scritti”.
César Manrique e Lanzarote di Alejandro Scarpa. L’autore è un architetto, la sua tesi di dottorato “César Manrique agopuntura urbana applicata a Lanzarote” è diventata l’opera scientifica di riferimento sull’architettura di César Manrique.
Quaderni di Lanzarote di José Saramago. Lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, si trasferisce da Lisbona a Lanzarote.
Disclaimer
All’interno del post trovate i link Amazon per l’acquisto dei libri. Se cliccate sul link ed acquistate il libro, io ricevo una piccola percentuale sulla vendita, ma voi non avrete nessun costo aggiuntivo.
Acquistando da questi link contribuirete a supportare il mio blog, permettendomi di ampliare i contenuti di cui godete gratuitamente.
Grazie!
Ti potrebbe interessare
Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.
I miei articoli pubblicati su riviste e online.
©PAOLAVIGNATI 2019 - 2026 E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DI IMMAGINI TESTI E CONTENUTI SENZA AUTORIZZAZIONE



