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Una selezione di libri su Lanzarote.

Quaderni di Lanzarote di José Saramago.
Lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, si trasferì da Lisbona a Lanzarote. Un esilio volontario dopo le furibonde polemiche suscitate dal suo libro “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” del 1991. Tra il 1993 e il 1997 Saramago tenne un diario che darà vita ai Quaderni di Lanzarote.
Questo libro, che se ci sarà vita e la salute non mancherà di avere una continuazione, è un diario. Scrivere un diario e come guardarsi in uno specchio di fiducia, addestrato a trasformare in bellezza il semplice bell'aspetto o, nel peggiore dei casi, a rendere sopportabile la bruttezza massima. Nessuno scrive un diario per dire chi è. In altre parole, un diario è un romanzo con un personaggio solo. In altre parole ancora, e conclusive, la questione centrale suscitata sempre da questo tipo di scritti è, credo io, quella della sincerità.
José Saramago
Saramago racconta di sé, della sua vita, dei suoi scritti, del grande amore per la moglie Pilar, dei viaggi in Italia, Cina. Ancora, di Pessoa e Tabucchi, ma soprattutto affronta un viaggio filosofico dentro i suoi libri.
L’ispirazione per Cecità e le feroci critiche al Vangelo diventano momenti di riflessione filosofica, non solo su se stesso, ma sulla vita e il mondo che lo circonda.
Credo di aver scoperto stamattina che cos'è realmente la vecchiaia… Ho capito che si entra nella vecchiaia quando si ha l'impressione di occupare sempre meno spazio nel mondo. Durante l'infanzia l'adolescenza crediamo che lo spazio sia tutto nostro ed esista apposta per essere nostro, nell'età matura cominciamo a sospettare che in definitiva non sia proprio così e lottiamo perché lo sembri, e si comincia ad essere vecchi quando ci accorgiamo che la nostra esistenza è indifferente al mondo. È chiaro che lo era sempre stata, ma noi non lo sapevamo.
José Saramago
Lanzarote lo accoglie come una madre e il grande affetto dei suoi abitanti gli dona una vita serena e isolata, lontana dalla sua Lisbona.
Eccomi, ufficialmente, figlio adottivo di Lanzarote. La festa si è tenuta nell’auditorio Jameos de Agua, tra gli amici che ho qua e alcuni che sono venuti da lontano, ma anche tante altre persone residenti che conosco appena e che hanno pensato che non avrebbero certo perso il loro tempo presenziando all'atto di omaggio con cui la loro isola aveva deciso di accogliere lo scrittore portoghese che era venuto a viverci.… Sono un uomo fortunato, non c'è dubbio.
José Saramago
Non mancano parole d’amore per l’isola.
Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti e spazzati dal vento, risalire un pendio difficile e guardare dall'alto il paesaggio nero, scorticato togliersi la camicia per sentire direttamente sulla pelle l'agitarsi furioso dell'aria, e poi capire che non si può fare nient'altro, l'erba secca, rasente al suolo, freme, le nuvole si sfiorano per un attimo le cime dei monti e si allontanano verso il mare, e lo spirito entra in una specie di trance, cresce, si dilata, manca poco che scoppi di felicità. Che altro resta, allora, se non piangere?
José Saramago
L’intuizione dell’isola di Pilar del Río.
La moglie di Saramago racconta i loro anni sull’isola di Lanzarote, “diciassette anni di vita e venticinque libri scritti”.
Un racconto personale, intimo, fatto di amicizie importanti tra scrittori registi, fotografi, politici in visita alla casa di Lanzarote. Luogo di incontro, condivisone, riflessione politica e sociale. Al contempo la vita quotidiana, i cani della coppia, protagonisti nei romanzi del premio Nobel, i conejeros, gli abitanti dell’isola, legati da un affetto profondo verso lo scrittore e la sua casa.
Questo libro serve a ricordare momenti singolari vissuti a Lanzarote, certamente, ma soprattutto come missione prolungare quel respiro che si sente nella biblioteca della Casa e condividerlo. Questo è un libro per amiche e amici.
Pilar del Río
Anche dopo la caduta del governo che lo aveva duramente attaccato per “il Vangelo secondo Gesù Cristo”. Saramago non abbandona Lanzarote.
Il governo che aveva censurato José Saramago non era più al potere, lo scrittore sarebbe potuto tornare a vivere a Lisbona, ma ormai era troppo tardi: Lanzarote si era insediata nella sua anima e lui intendeva vivere dove si trovava la sua anima.
Pilar del Río
Pilar del Río racconta con grande delicatezza il misterioso e affascinante processo che conduce alla scrittura: Cecità, La Zattera di Pietra, Il racconto dell’isola sconosciuta, Il sole del melo cotogno, Tutti i nomi, Saggio sulla lucidità, Le intermittenze della morte, il viaggio dell’elefante, sono solo alcuni dei romanzi che Saramago scrive a Lanzarote.
La Casa di José Saramago, la Casa, è fatta di libri, ripeteva spesso lo scrittore, ma di sicuro non pensava che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbe dovuto costruire una casa per i libri, che si moltiplicavano e reclamavano spazio. Destino volle che il terreno accanto alla Casa si fosse reso disponibile. José Saramago fu perentorio: "Facciamo una biblioteca". Uno spazio ampio, luminoso, capace di accoglierli cosicché circondassero lo scrittore, che lì avrebbe concepito le sue ultime opere, ascoltando musica, ricreandosi nella contemplazione di quei libri che lo avevano accompagnato ed erano la sua pelle o la sua anima.
Pilar del Río
Saramago muore il 18 giugno 2010 a Lanzarote, la camera ardente viene allestita proprio nella biblioteca che tanto amava.
E se La Casa non chiudesse? E se si lasciasse aperta per condividere con i lettori di José Saramago tutto quello che vi è successo nel corso dei diciassette anni di vita dei venticinque libri scritti e se…? Non fu un processo facile… Quel giorno, il 18 marzo 2011 erano passati nove mesi dalla sua morte… La Casa apriva le porte alle visite pubbliche con una cerimonia che si svolse nella biblioteca… Da quel giorno del 2011 sono passati per il complesso di Tías tanti lettori che hanno aggiunto le loro esperienze a quelle che La Casa ha custodito dal momento in cui ha iniziato ad essere abitata nel 1993.
Pilar del Río
L’apertura ha avuto inizio con la trasformazione della sua abitazione in Casa-museo e si completa ora con questa pubblicazione.
Lanzarote di Michel Houellebecq.
Scrittore francese tra i più contestati per i suoi testi, tra tutti Sottomissione, ma anche tra i più amati, spesso paragonato a Céline.
L’ironia cinica e tagliente, opposta al politicamente corretto, a volte eccessiva, è la cifra stilistica nei suoi romanzi.
In “Lanzarote”, romanzo autobiografico, MH, stanco dell’inverno parigino, fugge per una settimana alla Canarie, in un villaggio vacanze all inclusive. Qui partecipa ad escursioni guidate con gli altri turisti dell’hotel. Le descrizioni dei luoghi sono sarcastiche.
… Poco più a nord di Guatiza, il "Giardino dei Cactus" diversi esemplari, scelti per la loro morfologia ripugnante, sono disposti lungo sentieri lastricati di pietra vulcanica. Enfi come sono, e pieni di spine, i cactus rappresentano alla perfezione l'abiezione della vita vegetale-per non dire altro. Il "Giardino dei Cactus", comunque sia, è piuttosto piccolo per quanto mi riguardava la visita sarebbe risolta in meno di mezz'ora; ma avevo optato per l'escursione di gruppo e il gruppo doveva aspettare un belga baffuto.
Michel Houellebecq
Durante questi tour fa amicizia con il poliziotto belga depresso Rudi e con una coppia di lesbiche tedesche Pam e Barbara. Con le due donne vivrà un’intensa avventura erotica.
Lanzarote diventa un luogo di rinascita seppur temporaneo.
Al momento del decollo lanciai un ultimo sguardo sul paesaggio dei vulcani, rosso scuro nel sole nascente. Erano rassicuranti o costituivano una minaccia? Non avrei saputo dirlo; comunque fosse, rappresentavano la possibilità di una rigenerazione, di una nuova partenza. Rigenerazione col fuoco, mi dissi.
Michel Houellebecq
Ma Lanzarote non può offrire un rifugio.
Dovevo mettermi in testa che l'isola, per quanto si pretendesse spagnola, non aveva niente di Mediterraneo.
Michel Houellebecq
Una volta rientrato a Parigi, resta in contatto con le due donne, mentre perde le tracce di Rudi, entrato in una setta proprio a Lanzarote. Successivamente verrà accusato di reati gravi in Belgio.
Houellebecq parte per un nuovo viaggio dimenticando le persone incontrate alle Canarie e sottolineando, ancora una volta, con la sua grande maestria, la miseria dell’uomo contemporaneo.
César Manrique e Lanzarote di Alejandro Scarpa.
L’autore è un architetto, la sua tesi di dottorato “César Manrique agopuntura urbana applicata a Lanzarote” è diventata l’opera scientifica di riferimento sull’architettura di César Manquire.
Questo testo è un indispensabile compendio alla visita dei centri d’arte di César Manrique. Un artista visionario, non un architetto, che ha cambiato il volto della più selvaggia isola delle Canarie.
Sette sono le sue opere iconiche a Lanzarote: Jardín de Cactus, i Jameos del Agua, il Mirador del Río, la Fondazione César Manrique, il Monumento al Campesino, il Restaurante El Diablo Timanfaya e il Castillo de San José.
Manrique, anticipa l’idea di un turismo consapevole, negli anni Sessanta, quando le Canarie e la Spagna costiera intraprendevano l’opposta via della speculazione edilizia: grandi strutture per accogliere enormi quantità di vacanzieri.
Un turismo di alta qualità, non di persone ricche ma di qualità umana, perché Lanzarote è un'isola per la meditazione, enormemente plastica.
César Manrique
Manrique considera lo sviluppo di Lanzarote un dovere morale e non una semplice utopia.
Dobbiamo, ora più che mai, lottare per cancellare la volgarità quotidiana imperante, per affrontare con chiarezza e qualità un’educazione che arricchisca gli uomini attraverso la cultura e l’arte. Un popolo senza educazione è destinato alla rovina.
César Manrique
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