Il Muro di Berlino

Il muro di Berlino è il simbolo per eccellenza della Guerra Fredda. Dopo la distruzione della città nel 1945 ad opera dell’Armata Rossa, la Germania viene divisa in quattro zone di occupazione: americana, inglese, francese e russa. Per quarantacinque anni queste potenze si divideranno il paese. 

Lo stesso accade a Berlino, divisa in est ed ovest. Berlino Ovest è una piccola enclave occidentale nella rossa Germania Est della DDR, la Repubblica Democratica Tedesca.

Krusciov, il segretario del Pcus, prima della costruzione del muro, consapevole della delicata situazione, parlando della città tedesca disse:

Berlino è come i testicoli dell'Occidente. Quando voglio far strillare l'Ovest, schiaccio Berlino.

Fino al 1961, anno della costruzione del muro, 3,5 milioni di abitanti della DDR hanno lasciato la Repubblica democratica tedesca per trasferirsi all’Ovest. Circa il 20% del totale della popolazione, partiva l’elite del paese, professionisti, insegnanti, intellettuali; un vero e proprio esodo che minacciava il sistema del blocco comunista.

Nel 1961 erano un paio di migliaia le persone che abbandonavano l'Est ogni giorno attraverso Berlino Ovest... La Ddr si stava dissanguando. E non erano soltanto i lavoratori comuni ad andarsene! Erano i medici, gli ingegneri, la gente istruita. La Ddr aveva pagato per farli studiare e loro si lasciavano sedurre delle lusinghe dell'Occidente.

Anna Funder, C'era una volta la Ddr

Passare il confine era molto semplice, bastava prendere la metropolitana o una linea di superficie, che da est conduceva a ovest. Ogni giorno migliaia di berlinesi dell’est raggiungevano l’ovest per lavoro o per andare in visita dai parenti, era ovviamente proibito trasferirsi in modo permanente, ma non era difficile farlo.

Durante i primi anni della divisione della città erano state separate le linee elettriche, ma non l’acquedotto e i mezzi di trasporto.

Il 13 agosto 1961

Nel mese di agosto del 1961 una nuova recluta della Stasi di nome Hagen Koch percorreva le strade di Berlino con un barattolo di vernice e un pennello, tracciando la linea dove doveva sorgere il Muro. Aveva ventun anni ed era il cartografo personale del segretario generale Honecker a differenza di molti capi di Stato Honecker aveva bisogno di un cartografo personale, perché stava ridisegnando i limiti del mondo libero.

Anna Funder, C'era una volta la Ddr

La situazione cambia la notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, quando Ulbricht, il segretario del partito comunista della DDr, con l’Operazione Rosa, guidata da Honecker e approvata da krusciov, dà l’ordine di chiudere il confine con effetto immediato tra le due Berlino.

Quarantamila uomini erigono, in una sola notte, un muro d’acciaio o meglio di filo spinato lungo 155 chilometri.

Trecento le tonnellate di filo spinato utilizzate, una quantità spropositata, che la Ddr aveva reperito, in gran segreto, nelle settimane precedenti anche all’Ovest.  

Alle sei della mattina del 13 agosto 1961 il lavoro poteva dirsi concluso. 

Diecimila uomini e i carri armati sovietici pattugliavano il confine, la metropolitana era stata chiusa. La milizia dei lavoratori un corpo paramilitare su base volontaria presidiava anch’essa il confine, il suo scopo era trasmettere l’idea che il popolo fosse favorevole alla decisione. 

Quella mattina quando i berlinesi dell’est scesero per strada si trovarono l’esercito e soprattutto la milizia dei lavoratori armata che pattugliava il confine, con le armi non tanto rivolte verso il minaccioso Ovest quanto verso i cittadini della Ddr, per paura che fuggissero. 

Molti lo fecero proprio quel giorno, circa ottocento persone, ma nessuno fece loro del male, le armi della milizia non erano cariche proprio per evitare incidenti di quel tipo. 

Il baluardo di protezione antifascista

Muro di Berlino

Il baluardo di protezione antifascista, così com’era era chiamato il muro nella Repubblica Democratica,continuamente perfezionato e difeso, dividerà Berlino e il mondo per ventotto anni.

… "Una misura protettiva antifascista" mi è sempre piaciuta questa espressione che ha un che di profilattico, proteggere gli orientali dal contagio occidentale del vacuo materialismo. Obbedisce pienamente alla logica del rinchiudere la gente perbene per tenerla al sicuro dei criminali.

Anna Funder, C'era una volta la Ddr

Per impedire la sobillazione da parte dell'Occidente, alla popolazione dell'est vennero tappati tutti i buchi. Tutto questo non aveva molto senso e i nessi causali erano un po' confusi. Non era chiarito dove fossero adesso le talpe, se dentro o fuori; i grandi tunnel di fuga venivano comunque scavati tutti da dentro.

Renatus Deckert, La notte in cui cadde il muro

Ogni tentativo di evasione riuscito o meno lo rendeva sempre più invalicabile.

La manutenzione e il mantenimento del muro rappresentavano per l’est e la sua precaria economia una spesa esorbitante.

Si stima che, a partire dagli anni Ottanta, la cifra approssimativa sia quasi un miliardo di euro attuali all’anno. 

Inoltre il muro era costantemente illuminato a giorno, questo comportava continui razionamenti della fornitura di energia elettrica ai cittadini di Berlino Est soprattutto nei mesi invernali. 

Hanno detto sul muro ...

A Berlino esiste un autobus che unisce il settore orientale a quello occidentale. La sera lo prendevo spesso per tornare a casa. Era un'esperienza insolita. Salendoci nel settore orientale, lo trovavo affollato. Dopo alcune fermate, si svuotava di colpo: restavamo solo l'autista e io. L'autobus percorreva zone completamente buie che corrispondevano al centro della città. Andavamo avanti così per due o tre fermate finché, di colpo, la gente ricominciava a salire: eravamo a Berlino Ovest. Un esempio che la dice lunga su Berlino.

Ryszard Kapuścinski, Nel turbine della storia

Il 9 novembre 1989

Muro di Berlino

Il 7 ottobre 1989 la Repubblica Democratica Tedesca festeggiava il suo quarantesimo compleanno, l’ultimo.

Nel mentre si moltiplicavano per Belino Est le manifestazioni che chiedevano riforme e libertà. Nello stesso mese Honecker, il leader della Ddr,  si era dimesso, sostituito da Egon Krenz che aveva deciso di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare all’Ovest.

Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa, si era diffusa la notizia che tutti i berlinesi dell’Est potevano attraversare il confine e raggiungere Berlino Ovest. I tedeschi si precipitavano ai punti di confine e le guardie non potevano fare nulla se non aprire i varchi. 

Il muro era caduto senza sparare un solo colpo di pistola.  

Pochissimi compresero l'importanza storica di quegli avvenimenti nella notte in cui cadde il muro, tanto da diventarne testimoni. Troppo grande fu la sorpresa che li colse: la maggior parte di essi fu entusiasta per ciò che provò. Naturalmente, lo capirono bene coloro che si ricordavano del giorno in cui il muro venne eretto. In molti compresero la dimensione di quanto successo. La sua unicità solo più tardi.
... Sotto l'affluenza delle masse, tutto crollò come un castello di carta.

Renatus Deckert, La notte in cui cadde il muro

Quel che resta del muro

East Side Gallery Berlino Muro di Berlino

A Berlino è possibile visitare quel che resta del muro attraverso un vero e proprio percorso nella storia.

La Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo simbolo per eccellenza della Berlino divisa, della guerra fredda, è ora la rappresentazione dell’unità della città.  

Porta di Brandeburgo

Il Checkpoint Charlie

Il Checkpoint Charlie Muro di Berlino

Il Checkpoint Charlie oggi è una trappola per turisti con finti soldati americani. 

Ma durante la guerra fredda era un  punto di passaggio molto famoso, riservato agli stranieri e ai diplomatici che potevano transitare nelle due Berlino.

Era stato il terzo varco aperto dagli americani, da questo deriva il suo nome: Charlie  è la terza lettera dell’alfabeto fonetico della Nato (alfa, bravo,charlie…).

Il Checkpoint Charlie

Proprio qui nell’ottobre 1961, pochi mesi dopo la costruzione del muro i carri armati russi e americani si fronteggiarono direttamente e andarono molto vicini ad innescare la tanto temuta terza guerra mondiale .

Potsdamer Platz

Potsdamer Platz

Potsdamer Platz era il cuore di Berlino prima di essere totalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Negli anni della guerra fredda la superficie di 62mila metri quadrati era diventata inaccessibile a causa del Muro. 

Oggi è una piazza vitale con  una doppia fila di ciottoli ad indicare il perimetro del muro; inoltre alcune piccole porzioni sono state conservate ed integrate con pannelli esplicativi. 

Molto vicino alla piazza è possibile  vedere una delle trecento originarie torrette di guardia del muro.

… Una vecchia torre di guardia della striscia della morte. Le mura squadrate in cemento e finestre in alto per vedere in tutte le direzioni. In cima c'è un'area reticolata da cui le guardie potevano sparare.

Anna Funder, C'era una volta la Ddr
Torretta di guardia del muro di Berlino

Gedenkstätte Berliner Mauer

Gedenkstätte Berliner Mauer

Gedenkstätte Berliner Mauer è il sito commemorativo  sul muro di Berlino che lo descrive in ogni suo aspetto, infatti, ingenuamente, quando si immagina il Muro di Berlino si pensa ad un semplice muro divisorio, ma non era così. 

Gedenkstätte Berliner Mauer
La vista attraverso il muro

La struttura del muro di Berlino

Struttura del muro di Berlino

Il primo muro interno, dalla parte di Berlino Est era alto circa tre metri poteva essere in cemento o in rete metallica elettrificata; numerosi sensori di rilevamento erano collegati alle torrette di guardia oppure attivavano un’arma automatica. 

Una volta superato questo primo ostacolo si entrava nella zona della morte con una rete alta circa due metri, rinforzata con del filo spinato, c’erano quindi i feroci pastori tedeschi legati a cavi d’acciaio per controllare il perimetro molto vasto.

Il terreno era ricoperto di sabbia che veniva regolarmente rastrellata per individuare le impronte; se invece erano presenti delle superfici erbose al di sotto potevano esserci chiodi o mine.

Solo alla fine c’era il muro vero e proprio, alto quattro metri con un cilindro in cemento nella parte finale, per rendere impossibile l’ancoraggio.

Una volta superato non si era ancora in salvo perché il terreno circostante apparteneva ancora a Berlino Est per cui le guardie potevano sparare sui fuggitivi.

La vera frontiera era costituita dai molteplici pannelli che indicavano i vari settori.

pannelli settori Berlino

La compravendita dei prigionieri politici

Chi provava a fuggire veniva subito preso e finiva in carcere.

Nel corso di quei ventotto lunghi anni, la Ddr aveva trovato il modo di lucrare sul muro attraverso la vendita dei prigionieri politici una delle principali fonti di guadagno della repubblica democratica che otteneva il duplice risultato  di svuotare le prigioni e ridurre il suo deficit. 

Si stima che  tra il 1963 e il 1990 la Germania Ovest abbia pagato due miliardi euro alla Ddr in cambio di 32.000 prigionieri.  

Gedenkstätte Berliner Mauer

Tuttavia ci furono molteplici tentativi di fuga riusciti: i più spettacolari con cavi sospesi, mongolfiere, aerei ultra leggeri, ancora, attraverso tunnel scavati nel sottosuolo, ma anche grazie alle stazioni della metro fantasma,(le stazioni abbandonate che collegavano le due Berlino).

Ancora, a bordo dei treni che attraversavano legalmente il confine, a nuoto nella Sprea. Si calcola che siano morte circa centocinquanta  persone nel tentativo di attraversare il muro ma oltre cinquemila ci siano riuscite. 

Tunnel di fuga muro di Berlino

East Side Gallery

East Side Gallery Berlino Muro di Berlino

Se a Berlino Est il muro era grigio, tetro ed inavvicinabile  a Berlino Ovest  era spesso coperto di graffiti. 

Dopo la sua caduta è stato in larga parte smantellato. La scelta di conservarne un lungo tratto, circa 1300 metri, parallelo alla Sprea, ha dato origine alla East Side Gallery il muro trasformato in galleria di murales. 

Moltissimi gli artisti impegnati nella vasta opera, i dipinti realizzati, carichi di ottimismo e fiducia nel futuro sono un mix di simboli politici, racconto del passato e visioni futuristiche.  

Il dipinto più noto è Mio dio aiutami a sopravvivere a questo amore nefasto ritrae Brezhnev, il leader dell’URSS, e Honecker, il leader della Ddr, che si baciano sulle labbra ad occhi chiusi.

Il murales non è frutto di fantasia ma la copia di una foto scattata nel 1979. Quel tipo di bacio, nei paesi comunisti, era segno di grande rispetto. 

East Side Gallery Berlino Muro di Berlino

Nel  2009 il dipinto e l’intera galleria sono stati restaurati. A fine lavori una nuova minaccia ha messo in pericolo l’intero muro: un gruppo immobiliare, guidato da ex informatore della Stasi,voleva abbatterne una porzione per avere un accesso diretto al fiume.

Le numerose proteste di massa sono riuscite ad impedire un simile scempio. 

Precedente
Successivo

Die Mauer Panorama

Die Mauer Panorama Muro di Berlino

Die Mauer Panorama è un’opera monumentale o meglio un panorama a 360 gradi dell’artista Yafegar Asisi

Dal 2012, questa installazione alta quindici metri e larga sessanta, rappresenta e descrive, attraverso l’immagine di una desolata sera invernale, la Berlino Est degli anni ’80.

Lo spettatore è in piedi su una passerella situata a Berlino Ovest con vista sulla zona della morte e sulla DDR. 

La visita immersiva è di grande impatto, si viene catturati dall’atmosfera cupa e triste che avvolge Berlino Est, inoltre si comprende chiaramente l’impatto del muro sulla vita dei berlinesi. 

Die Mauer Panorama

Ti potrebbe interessare

Consigli di lettura

C’era una volta la Ddr di Anna Funder      una giornalista australiana specializzata in lingua tedesca dopo aver studiato all’università di Berlino, decide di approfondire il tema della Ddr, attraverso il racconto diretto di persone la cui vita è stata rovinata  della Ddr  e dalla StasiLe persone comuni sono i veri protagonisti di questo libro che racconta il regime più paranoico di sempre. 

La notte in cui cadde il muro di Renatus Deckert     il 9 novembre 1989 raccontato in venticinque capitoli, raccolti da Renatus Decker, scritti dai venticinque più importanti scrittori tedeschi. Un libro di culto in Germania.

Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.

I miei articoli pubblicati su riviste e online.

 

 

Una valigia piena di libri

unavaligiapienadilibri@gmail.com

©PAOLAVIGNATI 2019 - 2022 E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DI IMMAGINI TESTI E CONTENUTI SENZA AUTORIZZAZIONE

error: Questo contenuto è protetto da copyright
Ricevi gli ultimi articoli

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER