Singapore la New Town

Singapore la New Town per eccellenza nel paranorama asiatico ha saputo reinventrasi e scrollarsi di dosso il marchio di ex colonia. Crescendo a dismisura, con un centro iperdenso e una qualità della vita molto alta. Singapore è tra le città più care al mondo. 

Un viaggio tra luci e ombre nella storia della città-stato.

La nascita di Singapore

Sir Thomas Stamford  Raffles, tenente generale per la Corona britannica a Java, sbarcò, nel 1819, su una piccola isola fangosa: Singapore. Raffles comprese le potenzialità geografiche della zona adatta a diventare una nuova città portuale sotto il controllo britannico per contrastare il potere olandese. 

Sir Raffles acquisì l’usufrutto di Singapore in cambio di una piccola rendita concessa al sovrano locale; nel 1824 Singapore fu venduta alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali diventando porto franco.

Singapore non è stata costruita un po' alla volta, come un gran parte delle città, grazie all'accumulo progressivo di attività commerciali sulle rive di un fiume o sulla confluenza di tradizionali vie di scambio. E' stata semplicemente inventata un giorno, del diciannovesimo secolo, da un tizio che osservava una cartina. "Qui "disse il tizio, "a metà strada tra l'India e la Cina, ci sarà uno scalo importante nella rotta commerciale per l'Estremo Oriente. Il tizio si chiamava Sir Thomas Stamford Raffles.

Pesanti ondate migratorie dalla Cina, dall’India e dalla vicina Malaysia permiserono la costruzione della città con manodopera a basso costo. 

L’epoca coloniale fruttò alla Corona e agli inglesi di Singapore enormi ricchezze provienti dal commercio della gomma. 

L'occupazione giapponese

Changi Museum&Chapel Singapore Singapore la New Town

Gli anni della Seconda Guerra mondiale segnarono la fine del dominio brittanico sull’isola. Il 15 febbbraio 1942 i giapponesi invasero Singapore e ne presero il controllo, commettendo svariati crimini di guerra contro i prigionieri.

Il Changi Museum e Chapel è divenuto un memoriale della prigione di Changi, dove erano detenuti, in condizoni disumane, gli inglesi durante l’occupazione giapponese.

Il museo ospita le riproduzioni a grandezza naturale dei murales realizzati dal prigioniero Stanley Warren durante la detenzione.

Nelle settimane, e poi nei mesi mesi, e poi ancora negli anni che passarono prima a Changi e poi nel campo per civili di Sime Road, Matthew si rese conto che il suo mondo si era improvvisamente rimpicciolito... La speranza lo aveva completamente abbandonato e notò sbalordito quanto vi avesse contato fino a quel momento.

L'indipendenza di Singapore

Singapore raggiunse l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1959 con il suo Primo Ministro Lee Kuan Yew, da molti considerato il padre della Patria, è stato una figura chiave nella nascita della Singapore attuale.

Il 1965 è l’anno di inizio ufficiale della Repubblica di Singapore

Grazie alle politche aggressive del Primo Ministro, la piccola città asiatica è passata da uno stato di grave indigenza e miseria ad essere un gigante del sud-est asiatico. 

Politiche estramamente discutibili, a partire dalla ricostruzione della città.  

Singapore la New Town

Vogliamo guidare i buldozer verso i punti giusti.

Nel 1960 venne creato il Housing and Development Board (HDB) per la costruzione di alloggi. Le abitazioni dell’epoca erano le classiche shophouse cinesi molte costruite abusivamente.

Seguendo il concetto di tabula rasa, la città fu interamente distrutta e ricostuita.

Se la transizione dallo slum inglese al complesso residenziale è stata traumatica, il salto dalla shophouse cinese -tipologia che concentra negozio, officina, residenza in un unico caseggiato raccolto attorno ad un cortile- agli altri contenitori di Singapore è anche più spietato, non solo in termini di differenza materiale -dall'asiatico all'occidentale- ma perché i nuovi abitanti, tagliati fuori dalle reti connettive di relazioni, tradizioni, abitudini familiari, sono brutalmente costretti in un'altra civiltà: la stecca residenziale come macchina del tempo.

Nel 1963 una missione delle Nazioni Unite visita Singapore per comprendere i piani di rinnovamento urbano dell’HDB, il rapporto della visita è ancora riservato.  

L’isola viene trasformata in un enorme complesso residenziale, razionale ben organizzato, in ogni quartiere centri commerciali e servizi per gli abitanti. Colpisce l’assenza di simboli asiatici nelle nuove costruzioni. 

Lo spazio è poco, Singapore segue l’imperativo categorico della crescita, si bonificano interi tratti costieri: dove prima c’era il mare compaiono i grattacieli; emblematico l’esempio della Beach Road

Dopo aver risolto la questione degli alloggi, il governo si dedica all’economia, per attirare capitali e interessi esteri. 

Negli anni Novanta del secolo scorso Singapore si rifà il look per l’ennesima volta, l’attenzione del governo è rivolta alla tematica  green. Gli  obiettivi sono importanti: ridurre le emissioni, rendere la città verde, valorizzare le aree verdi esistenti e crearne di nuove. 

Le spiagge, prima spianate dai bulldozer, vengono ricostruire artificialmente per offrire luoghi di svago a contatto con la natura. 

L'ironia del clima di Singapore sta nel fatto che caldo e umidità tropicali(...) sono il solo elemento di autenticità sopravvissuto, l'unica cosa che rende Singapore ancora tropicale.

La repressione nella nascente Singapore

Il governo monopartitico di Singapore, fin dalla sua nascita come stato indipedente, ha dovuto affrontare molte sfide oltre a quella urbanistica. I ribelli comunisti nella vicina giungla malesiania e la conseguente nascita della polizia segreta per combattere il pericolo rosso, con numerosi arresti. Le rivolte scoppiate nelle scuole negli anni Cinquanta e soppresse con la violenza della polizia.

L'esperienza di essere picchiato dalla polizia gli aveva fatto comprendere che non esistono proteste o lotte pacifiche; qualsiasi forma di protesta può andare incontro alla repressione, e la repressione non può essere separata dalla violenza.
... Non poteva certo immaginare che quelli della polizia segreta l'avrebbero caricato su un'auto e poi bendato. Lo trasportarono fino alla prigione come un peso morto. Quando slegarono la benda nera che gli copriva gli occhi, obbedì frastornato… Si fece fotografare, prendere le impronte digitali e quando recuperò la propria lucidità si rese conto di essere stato rinchiuso in una cella minuscola. Dopo diversi giorni lo scortarono in una stanza per gli interrogatori gelida e buia. Confessò tutte le attività cui aveva preso parte al tempo delle medie, incluse le manifestazioni contro il servizio militare e lo sciopero dalle lezioni.

La costruzione dell'identità nazionale

Il mondo è più come Napoli che come Singapore.

Dal 1987 la lingua ufficiale di Singapore è l’inglese, la seconda lingua il cinese. 

Il rispetto delle varie identità culturali (cinese, malese, indiana)  è un ottimo collante della società, la cultura dello street food etnico viene promossa in tutti gli Hawker Center, ma le varie etnie sono separate, soprattutto da uno squilibrio nella distribuzione della riccezza e nell’accesso alle risorse.   

Ancora, gli infiniti divieti di Singapore, (masticare chewing-gum, stare nudi nella propria abitazione, buttare rifiuti per strada, fumare all’aperto al di fuori di specifiche aree, atttraversare la strada al di fuori delle strisce pedonali e moltissimi altri).Le infrazioni sono punite con pene severissime. Per i divieti più banali le pene sono pecuniarie. Per il traffico di droga, la pena di morte. 

Singapore è pulitissima, ordinata, educata. Tutti si comportano benissimo, almeno in apparenza. Lo stato è davvero riuscito ad instillare nei cittadini un altissimo senso civico oppure la certezza della pena è un ottimo deterrente?  

La democrazia di Singapore

Al visitatore distratto dall’ordine, dalla bellezza, dall’organizzazione, ottenebrato dallo shopping  può sfuggire un aspetto significativo: Singapore non è una democrazia, sebbene si presenti, in apparenza, come tale.

Singapore chiaramente non è libera, ma lo stesso tempo è difficile dire con precisione cosa non è libero, come e dove avviene esattamente la repressione, fino a che punto il suo campo magnetico è imposto o, in modo più ambiguo, è il risultato di un "accordo ", di interesse comune percepito: libertà sospese in cambio dei benefici illimitati di un ottovolante dello sviluppo che in trent'anni non ha fatto che crescere.

Il controllo è subdolo, le onnipresenti telecamere monitorano ogni centrimetro della città, l’obiettivo della sicurezza dei cittadini è il solo perseguito? 

La libertà di stampa non esiste: Singapore si classifica al 151 posto su 179 paesi presi in esame.  

Il governo di Singapore mantiene uno stretto controllo su tutti i media locali tramite una serie di rigide norme e l’utilizzo della censura. Una legge antiterrorismo del 2018 conferisce poteri speciali alla polizia durante gli attacchi terroristici, tra cui il divieto, non solo per i giornalisti, ma per chiunque sia presente sul posto, di riferire su quanto stia accadendo e di riprendere l’evento.

I blogger hanno contribuito  a scalfire questa cortina di silenzio spesso pagando la diffusione di informazioni con il carcere.

shopping come distrazione di massa

I centri commerciali

Centri commerciali Singapore la New Town

... un'intera città trasformata in centro commerciale, un'orgia di volgarità eurasiatica, una città spogliata delle ultime vestigia di autenticità e dignità.

The Shoppers at Marina Bay Sands, Orchard Road, per citare i due tra gli esempi più eclatanti, raccontano molto di Singapore. 

Tutti i più importanti marchi del lusso hanno più store in città, uno sfavillio di luci, installazioni a tema sponsorizzati dai grandi marchi occidentali. 

Si delinea uno spaventoso vuoto sociale, che viene descritto dalla parola hokkien utilizzata per descrivere gli abitanti di Singapore: kiasu letteralmente significa timoroso di perdere, ma in realtà fa riferimento a una serie di comportamenti egoistici, aggressivi in virtù dei quali l’individuo deve vincere ed imporsi a tutti costi sugli altri. 

La spinta consumistica di possedere per mostrare il proprio sucesso qui è portata all’estremo.

Singapore nonstante tutto rimane un unicum nel sud-est asiatico e seppur con tutte le sue contraddizioni o forse per le sue infinte contraddizioni merita una visita. 

Non smette di affascinare il visitatore poco attento e inquieta il viaggiatore smaliziato fin dall’arrivo in aeroporto.  

l'aeroporto di singapore

Changi

Il Changi Airport è la metafora perfetta di Singapore  ha vinto per dodici anni consecuitivi il premio di miglior aeroporto del mondo. 

Al suo interno giardini, una piccola porzione di foresta pluviale, il butterfly garden, sculture installazioni  la straordinaria cascata HSBC Rain Vortex, la piu grande cascata indoor al mondo senza dimeticare l’efficienza del personale e  l’avveniristico  skytrain che collega alla perfezione i vari terminal. 

Changi Singapore la New Town

Ogni città ha il suo modo di presentarsi, di farsi vedere al suo meglio. Quello di Singapore è l’aeroporto. L’aeroporto è la sua vetrina, la sua facciata imbellettata, il suo biglietto da visita. La gente arriva e parte da lì e in verità non avrebbe bisogno di vedere altro, perché l'aeroporto è il concentrato di tutto quel che Singapore ha da far vedere di sé: la sua efficienza, la sua pulizia, il suo ordine, il suo essere il più grande supermercato di beni di consumo, di inutilità e di perbenismo dell’Asia.

Consigli di lettura

Singapore Songlines di Rem Koolhaas   Un scritto che, partendo dall’architettura, racconta la storia di Singapore. Un viaggio distopico nella new town.

L’atelier di Yang Pway Ngon  Un grande romanzo corale, affollato di personaggi, le cui vite si intrecciano, a partire dagli anni Settanta attraverso decenni di storia della città-stato.  

La presa di Singapore di J.G. Farrell   La fine dell’impero coloniale britannico a Singapore. Un romanzo corposo, sebbene sia un’opera di fiction la bibliografia di riferimento è storica. 

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani    Nel 1976 Terzani riceve un avvertimento da un indovino di Hong Kong. Terzani non dimentica questa profezia e giunto al fatidico anno rinuncia a prendere aerei. Un racconto di viaggio in Asia, Singapore compresa. 

Disclaimer

All’interno del post trovate i link Amazon per l’acquisto dei libri. Se cliccate sul link ed acquistate il libro, io ricevo una piccola percentuale sulla vendita, ma voi non avrete nessun costo aggiuntivo.

Acquistando da questi link contribuirete a supportare il mio blog, permettendomi di ampliare i contenuti di cui godete gratuitamente.

Grazie!

Ti potrebbe interessare

Ciao, sono Paola, lettrice da sempre e viaggiatrice da molto. Libri e viaggi, più che passioni per me sono due vere ossessioni.

I miei articoli pubblicati su riviste e online.

 

 

Una valigia piena di libri

unavaligiapienadilibri@gmail.com

©PAOLAVIGNATI 2019 - 2024 E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DI IMMAGINI TESTI E CONTENUTI SENZA AUTORIZZAZIONE

error: Questo contenuto è protetto da copyright
Ricevi gli ultimi articoli

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER