
un simbolo del mordeRNISMO
Eileen Gray

Eileen Gray era un’arredatrice d’interni. Irlandese, proveniva da una famiglia della piccola aristocrazia. Fin da giovanissima si appassionò all’arte.
Nel 1900, ancora ragazza, partì per Parigi: visitò l’Esposizione Universale e ne rimase entusiasta. All’epoca Parigi era davvero il centro del mondo culturale. Qualche anno dopo vi ritornò. Dopo essersi diplomata alla Slade School of Fine Art di Londra.
Nel 1906 si trasferì a Parigi. Comprò un appartamento in rue Bonaparte, non lontano dall’Accademia, che sarebbe rimasto la sua casa fino alla fine dei suoi giorni. Morì nel 1978, a novantotto anni.
Nei primi anni del Novecento, fino alla Prima guerra mondiale, lavorò come arredatrice d’interni. Poi arrivò la guerra. Ormai cinquantenne, sentì il bisogno di fare altro. Era il periodo del dopoguerra, stavano nascevano i grandi movimenti d’avanguardia: il Bauhaus in Germania, il movimento De Stijl in Olanda, Le Corbusier con le sue prime case, e a Stoccarda il celebre quartiere Weissenhof-Siedlung. Eileen lo visitò con Jean Badovici, che ne scrisse dei reportage. Rimase letteralmente affascinata. Fu proprio Badovici a incoraggiarla a cimentarsi con l’architettura.
Il suo primo lavoro fu la ristrutturazione di alcune case di villaggio che Badovici aveva acquistato a Vézelay, in Borgogna.
























